Vizio di motivazione dell’atto in caso di accertamento per studi di settore alla presenza di precisazioni non considerate

La Sesta Sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 20505 del 26/8/2017, afferma un principio consolidato dalla giurisprudenza di legittimità e quindi che le ragioni portate dal contribuente in caso di non rispetto degli “standard” sono parte fondamentale della motivazione dell’accertamento fino a condizionarne la congruità, così come per le sentenze nel caso in cui la questione sia stata ritualmente riproposta in giudizio e non considerata.
Nel caso di specie la contribuente aveva ricevuto un avviso un avviso di maggiori ricavi, ai fini IRPEF, IVA e IRAP per l’anno 2004 e contro questo aveva proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, che rigettava.
Successivamente si proponeva ricorso alla Commissione tributaria Regionale, che respingeva.
Si giunge, così, in Cassazione precisando che nella decisione impugnata, la Commissione Tributaria Regionale …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in alto a destra. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it