Trattamento contabile e fiscale dell’assegnazione beni ai soci, con esempi pratici di scritture

di Giancarlo Modolo

Pubblicato il 16 settembre 2017

siamo agli sgoccioli per le operazioni di assegnazione di beni ai soci, da chiudere entro fine mese; dopo aver dedicato numerosi approfondimenti alla convenienza fiscale dell'operazione oggi analizziamo come gestire le scritture contabili di assegnazione utilizzando alcuni casi pratici

 

Il 2 ottobre 2017, in quanto il giorno 30 settembre cade di sabato, scade il termine per procedere all’assegnazione agevolata dei beni ai soci.

Ai fini del trattamento contabile e fiscale, l’assegnazione dei beni ai soci comporta la necessità di annullare riserve contabili (di utili e/o di capitale) in misura pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione.

Tale valore può essere pari, superiore o inferiore al suo precedente valore netto contabile.

Ne deriva, di conseguenza, che è possibile beneficiare della particolare disciplina agevolativa solamente se risultano riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione, tenendo presente che il comportamento contabile adottato dall’impresa deve essere coerente con i principi contabili di riferimento.

In particolare, è stato puntualizzato che:

  • le plusvalenze derivanti dall’assegnazione di beni iscritti tra le immobilizzazioni, non assumono rilevanza fiscale ai fini delle imposte sui redditi e ai fini Irap, in quanto il pagamento dell’imposta sostitutiva chiude qualsiasi debito tributario in capo alla società.

Ne deriva, di conseguenza, che:

  • le plusvalenze concorrono alla formazione del risultato di conto economico relativo all’esercizio 2016 e, in presenza di un risultato positivo, confluisce tra le riserve disponibili di patrimonio netto;
  • l’eventuale distribuzione di tale riserva seguirà il regime ordinario di tassazione come dividendo in capo ai soci percettori;
  • la contabilizzaz