Trattamento contabile e fiscale dell'assegnazione beni ai soci, con esempi pratici di scritture

Il 2 ottobre 2017, in quanto il giorno 30 settembre cade di sabato, scade il termine per procedere all’assegnazione agevolata dei beni ai soci.

Ai fini del trattamento contabile e fiscale, l’assegnazione dei beni ai soci comporta la necessità di annullare riserve contabili (di utili e/o di capitale) in misura pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione.

Tale valore può essere pari, superiore o inferiore al suo precedente valore netto contabile.

Ne deriva, di conseguenza, che è possibile beneficiare della particolare disciplina agevolativa solamente se risultano riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione, tenendo presente che il comportamento contabile adottato dall’impresa deve essere coerente con i principi contabili di riferimento.

In particolare, è stato puntualizzato che:

le plusvalenze derivanti dall’assegnazione di beni iscritti tra le immobilizzazioni, non assumono rilevanza fiscale ai fini delle imposte sui redditi e ai fini Irap, in quanto il pagamento dell’imposta sostitutiva chiude qualsiasi debito tributario in capo alla società.

Ne deriva, di conseguenza, che:

le plusvalenze concorrono alla formazione del risultato di conto economico relativo all’esercizio 2016 e, in presenza di un risultato positivo, confluisce tra le riserve disponibili di patrimonio netto;
l’eventuale distribuzione di tale riserva seguirà il regime ordinario di tassazione come dividendo in capo ai soci percettori;
la contabilizzazione delle plusvalenze assumono rilevanza ai fini dell’applicazione dei criteri di deducibilità previsti nella disciplina sia degli interessi passivi, sia delle spese di rappresentanza che fanno riferimento al “risultato operativo lordo della gestione caratteristica” e il “volume dei ricavi dell’attività caratteristica”;
le minusvalenze e i componenti negativi derivanti dall’assegnazione agevolata:
di beni diversi da quelli merce:
non assumono rilevanza ai fini della determinazione del reddito d’impresa;
assumono rilevanza ai fini Irap sulla base del principio della presa diretta dal bilancio;
riducono il “risultato operativo lordo della gestione caratteristica” preso a riferimento nel criterio di deducibilità degli interessi passivi;
di beni merce:
assumono rilevanza ai fini della determinazione del reddito d’impresa;
assumono rilevanza ai fini Irap sulla base del principio della presa diretta dal bilancio;
riducono il “risultato operativo lordo della gestione caratteristica” preso a riferimento nel criterio di deducibilità degli interessi passivi;
il trattamento delle riserve da annullare in sede di assegnazione,se le riserve di utili e di capitali risultano di entità non capiente rispetto ai valori contabili assegnati ai beni, per la fuoriuscita sussiste la possibilità di utilizzare leriserve in sospensione d’imposta nella misura strettamente necessaria dopo aver utilizzato le altre riserve disponibili, con l’applicazione dell’imposta sostitutiva in misura pari al 13%, in quanto la presunzione di prioritario utilizzo delle riserve di utili prevista dall’art. 47, comma 1, secondo periodo, del Tuir, è disapplicata per l’intero importo oggetto di distribuzione in sede contabile e non è limitata alla base imponibile assoggettata ad imposta sostitutiva;
in presenza di contemporanea assegnazione agevolata di beni che producono componenti positivi e negativi,l’imposta sostitutiva deve necessariamente risultare applicata sull’ammontare dei componenti positivi al nettodi quello negativi;
nel caso di assegnazione e cessione agevolata per i beni concessi in affitto d’azienda,poiché il contratto di affitto di azienda, avendo ad oggetto una universalità di beni, non consente di ricondurre il singolo bene compreso nell’azienda alla tipologia di “bene” suscettibile di assegnazione o di …

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