Il reato di occultamento delle scritture contabili deriva dal’impossibilità di ricostruzione del reddito

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 25 settembre 2017

l’elemento oggettivo del reato si perfeziona con la mancata esibizione della documentazione obbligatoria agli agenti che ne abbiano fatto richiesta nel corso di un’ispezione e che non l’abbiano rinvenuta nel luogo in cui la stessa avrebbe dovuto essere tenuta, momento questo collimante con la consumazione del reato

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateCon la sentenza n. 35578 del 19 luglio 2017 la Corte di Cassazione ha affermato che “il fatto che le fatture attive, ovverosia quelle emesse dall'imputato, siano state successivamente rinvenute, ovverosia ad ispezione ultimata, non solo non esclude, ma al contrario rafforza l'elemento oggettivo del reato il quale si perfeziona con la mancata esibizione della documentazione obbligatoria agli agenti che ne abbiano fatto richiesta nel corso di un'ispezione e che non l'abbiano rinvenuta nel luogo in cui la stessa avrebbe dovuto essere tenuta, momento questo collimante con la consumazione del reato (Sez. 3, n. 3055 del 14/11/2007 - dep. 21/01/2008, Allocca, Rv. 238612; Sez. 3, n. 38376 del 09/07/2015 - dep. 22/09/2015, Palermo, Rv. 264676), tenuto conto che le norme tributarie prevedono l'obbligo di dichiarare il luogo di tenuta della suddetta documentazione. Invero allorquando venga posta in essere una condotta di occultamento il reato riveste, a differenza della condotta di distruzione anch'essa alternativamente integrante il delitto contestato, natura permanente, in ragione del perdurare della condotta di occultamento delle scritture o dei documenti sino al momento dell'accertamento fiscale che coincide con il dies a quo del termine di prescrizione”.

Rileva, inoltre, la Corte che il delitto in esame è connotato sotto il profilo soggettivo dal dolo specifico di danno che, del tutto peculiarmente rispetto altre figure delittuose del D.Lgs. 74/2000, “consiste nel fine di evasione sia diretta che indiretta atteso che il bene giuridico tutelato è costituito dall'interesse dello Stato alla trasparenza fiscale ed, in via media