Manovra correttiva: locazioni brevi e imposta di soggiorno

di Federico Gavioli

Pubblicato il 22 luglio 2017

i Comuni possono istituire o rimodulare le tariffe dell'imposta di soggiorno per il 2017, estendendola alle locazioni brevi, con decorrenza entro un congruo periodo dall'adozione della delibera. Per il settore del turismo si tratterebbe di una svolta sostanziale, in quanto tale estensione andrebbe ad incidere sui costi del soggiorno pagati dai clienti

2017plusL’IFEL - l'Istituto per la finanza e l’economia locale (fondazione dell'Anci) - in una nota di approfondimento contenente uno schema di delibera e di regolamento comunale ha chiarito che i Comuni possono istituire o rimodulare le tariffe dell'imposta di soggiorno per il 2017, estendendola alle locazioni brevi, con decorrenza entro un congruo periodo dall'adozione della delibera

***

Con la novità introdotta dalla legge di conversione del D.L. n. 50/2017, meglio conosciuta come la Manovra Correttiva 2017, è consentito ai Comuni turistici di istituire l'imposta di soggiorno per il 2017, in deroga al “blocco” dei tributi e alla disciplina riguardante l'efficacia delle delibere comunali. L’Ifel con nota del 10 luglio 2017, dal titolo “Le novità sull’imposta di soggiorno introdotte dal decreto legge 50/2017 convertito nella legge 21 giugno 2017, n. 96”, evidenzia che ciò non vuol dire che i Comuni potranno introdurre il tributo in via retroattiva sin dall’1 gennaio 2017, ma che la decorrenza dell'imposta o dell'aumento tariffario non dovrebbe essere inferiore a 60 giorni dalla delibera, in ossequio ai principi previsti dallo statuto dei diritti del contribuente.

La novità

Con la conversione in legge del decreto 24 aprile 2017, n. 50, l’imposta di soggiorno è stata esclusa dal novero dei tributi sottoposti al blocco degli aumenti introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e confermato per il 2017 dalla legge 11 dicembre 2016 n. 232 (legge di bilancio 2017). La nuova disposizione contenuta nell’art. 4, c. 7, del decreto elimina il blocco e consente di istituire per la prima volta l’imposta di soggiorno, ovvero di modificare le misure del tributo se già istituito.

L’imposta di soggiorno : cenni

L'articolo 4, del d.lgs. n. 23 del 2011, che ha introdotto l’imposta di soggiorno, attribuisce la possibilità di istituire il tributo:

  • ai Comuni capoluogo di provincia;

  • alle unioni di Comuni;

  • ai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte.

L’istituzione dell’imposta di soggiorno deve avvenire con deliberazione del Consiglio comunale e con lo stesso atto deve essere adottato anche il relativo regolamento. Nel caso di adozione a livello di Unione, pur non essendo espressamente prevista la traslazione dei poteri regolamentari ai relativi organi, va sottolineato che la previsione normativa classifica esplicitamente l’Unione come soggetto attivo, trovando un logico presupposto nell’opportunità di determinare il prelievo in un contesto di area più vasta, nonché nell’economia di scala ottenibile sotto il profilo della gestione, che l’Unione è in grado di garantire rispetto all’agire del singolo Comune, specie se di piccole dimensioni.

Con l’imposta di soggiorno istituita con la versione definitiva del federalismo municipale il legislatore stabilisce che il tributo dovrà essere applicato secondo i criteri di gradualità in proporzione al prezzo corri