Le ultime valutazioni sulla rottamazione delle cartelle

E’ di questi giorni la risposta di EQUITALIA diretta ai soggetti che avevano presentato istanza di rottamazione delle cartelle (ex art. 6 DL. 193/2016).
Risposta che può essere di accoglimento, in tal caso il contribuente beneficia delle agevolazioni previste dal disposto normativo.
Sostanzialmente vengono decurtate sanzioni e interessi di mora. E’ previsto il pagamento in unica soluzione o in rate, fino a cinque, la prima delle quali con scadenza 31 luglio 2017.
In caso di rigetto dell’istanza i contribuenti potranno rivolgersi, per i crediti tributari, alla Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.
Si pensi, tra le altre possibili cause di rigetto, a quella secondo cui bisognava essere in regola con i pagamenti con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016.
Ora, viene da chiedersi cosa debba intendersi con l’inciso “pagamenti con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016”.
Il richiedente deve essere in regola con tutti i pagamenti, quind sino al 31 dicembre 2016 (come ritiene EQUITALIA) o deve essere in regola solo con i pagamenti del trimestre ottobre – dicembre 2016?
Per i crediti non tributari ci si deve rivolgere all’Autorità Giudiziaria Ordinaria secondo le relative regole processuali.
Orbene, nel caso di accoglimento della istanza, e quindi della possibilità di fruizione dei suddetti benefici, EQUITALIA, immediatamente dopo il prospetto in cui indica la data di scadenza delle rate e gli importi da pagare, enuncia le conseguenze in caso di mancato pagamento.
Specificamente riporta il seguente periodo: “Le raccomandiamo di rispettare rigorosamente il piano di pagamento, in quanto l’art 6, comma 4, del D. L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, stabilisce che, in caso di mancato ovvero insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, la definizione non produce effetti. In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui siamo tenuti a riprendere l’attività di recupero e che non può più essere rateizzato”.
L’informazione è corretta in parte; in parte è quindi sbagliata: proponiamo di seguito alcune valutazioni sulla rottamazione delle cartelle

Nulla questio, nel caso in cui il contribuente avesse avanzato istanza, in assenza di precedente rateazione (ovviamente relativa al medesimo carico tributario) e poi decida di non avvalersene (cioè non paghi in tutto o in parte, o paghi in ritardo, l’unica rata o una delle rate di dilazione).
Le conseguenze sono effettivamente quelle previste dall’art 6, c. 4, D.L. 193/2016, e indicate nell’inciso sopra riportato:

la definizione non produce effetti (è tamquam non esset);

i versamenti (eventuali) sono acquisiti a titolo di acconto della somma originariamente dovuta;

EQUITALIA riprende l’attività di recupero del credito (peraltro beneficiando della sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della istanza di rottamazione);

il debito originario non può piu essere rateizzato.
Queste le conseguenze nel caso in cui il contribuente decida di non avvalersi della rottamazione.
Certo si deve evidenziare che sono eccessivamente gravose, si pensi alla impossibilità di rateizzare. Si può rateizzare, ai sensi del comma 4 bis art 6 D.L. 193/2016, solo se, alla data di presentazione della istanza, erano trascorsi meno di 60 giorni dalla data di notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento o dell’avviso di addebito.
Quindi il contribuente che aveva ricevuto una cartella di pagamento (o avviso di accertamento o avviso di addebito), e fossero passati più di 60 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rottamazione, si vede pregiudicata la possibilità di presentare istanza di rateazione ex art 19 D.P.R. 602/73.
In conclusione il debito dovr…

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