Garanzie per verifiche con accesso presso i locali del contribuente in tema di tributi non armonizzati

di Sonia Cascarano

Pubblicato il 16 giugno 2017

Le garanzie previste dallo Statuto del contribuente, relativamente ai tributi non armonizzati, sono applicabili solo in relazione agli accertamenti successivi ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali adibiti ad attività imprenditoriale o professionale del contribuente

Processo_TributarioLe garanzie ex art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000, relativamente ai tributi cd non armonizzati, sono applicabili solo in relazione agli accertamenti successivi ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali adibiti ad attività imprenditoriale o professionale del contribuente: questo è quanto affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, Sezione/Collegio 6, con l’Ordinanza del 05/05/2017 n. 10989, ripercorrendo quanto espresso dalle Sezioni Unite con sentenza n. 24835/2015.

In particolare gli Ermellini hanno cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombarda la quale considerava non applicabili le garanzie sopra citate in base alla derivazione dell’atto impositivo: questo proveniva sia dall’accesso presso gli uffici dello stesso ma anche da indagini finanziarie telematiche.

Il caso di specie inizia con la notifica di un avviso di accertamento ai fini per IRPEF, IRAP, IVA ed addizionali, regionali e comunali, dovute in relazione all'anno d'imposta 2008, a seguito di verifica fiscale con accesso presso i locali aziendali del professionista.

Avverso tale avviso di accertamento il contribuente propone ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale che respinge così come la Commissione Regionale.

A questo punto il soggetto propone ricorso per Cassazione, presentando un solo motivo, nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, resistente con controricorso, avverso la sentenza della Commi