Imposta di registro, abuso del diritto e contraddittorio preventivo

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 5 maggio 2017

partendo da una recente sentenza di Cassazione analizziamo il problema della necessità del contraddittorio preventivo in caso di contastazioni di elusioni fiscale su atti soggetti ad imposta di registro

Processo_TributarioCon la sentenza n. 3562 del 10 febbraio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che “il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20, non è disposizione predisposta al recupero di imposte ‘eluse’, perchè l'istituto dell'’abuso del diritto’ ora disciplinato dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10 bis, non presuppone una mancanza di ‘causa economica’ che non è invece prevista per l'applicazione del D.P.R. n. 131 cit., art. 20. Norma che semplicemente impone, ai fini della determinazione dell'imposta di registro, di qualificare l'atto o il ‘collegamento’ negoziale in ragione del loro ‘intrinseco’. E cioè in ragione degli effetti ‘oggettivamente’ raggiunti dal negozio o dal ‘collegamento’ negoziale, come per es. può avvenire con il conferimento di beni in una Società e la cessione di quote della stessa che se ‘collegati’ potrebbero essere senz'altro idonei a realizzare ‘oggettivamente’ gli effetti della vendita e cioè il trasferimento di cose dietro corrispettivo del pagamento del prezzo. E la fattispecie regolata dal D.P.R. n. 131 cit., art. 20, nemmeno ha a che fare con l'istituto della simulazione, atteso che la riqualificazione in parola avviene anche se le parti hanno realmente voluto quel negozio o quel ‘collegamento’ negoziale e questo appunto perchè ciò che conta sono gli effetti ‘oggettivamente’ prodottisi (così le sentenze n. 9582 del 11 maggio 2016; n. 10211 del 18 maggio 2016; n. 9573 del 11 maggio 2016, tutte emesse il 21 aprile 2016 ed ancora la sentenza n. 18454 del 21 settembre 2016; n. 2050 del 27 gennaio 2017)”.

Di conseguenza, se “la tassazione dell'imposta di registro in misura proporzionale non deriva dalla individuazione di un ‘abuso di diritto’ non vi è ragione per estendere alle imposte indirette una disposizione dettata per le imposte dirette, e relativa alla applicazione dell'istituto della ‘plusvalenza’ (che opera esclusivamente nelle imposte dirette): ed è irrilevante che la legge escluda, in riferimento alle imposte dirette la sussistenza dell'’abuso’ in riferimento a determinate operazioni economiche”.

Brevi note

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