Anche in caso di movimentazione bancaria sospetta, l’impresa non deve dimostrare l’inerenza

di Sonia Cascarano

Pubblicato il 18 maggio 2017

per la validità di un accertamento fiscale non basta il semplice sospetto di non inerenza di un'operazione nel contesto di una contabilità regolarmente tenuta

Processo_Tributario L’Erario non può basare la giustificazione dell’inizio di un accertamento solo perchè ritiene sospetta una movimentazione bancaria, in presenza di regolare tenuta della contabilità di cassa. Il requisito dell’inerenza viene disciplinato dall’art. 109 TUIR il quale fa riferimento alle componenti negative del reddito di impresa e non a quelle positive, quale quella in questione.

La Corte di Cassazione si è espressa a favore della società destinataria della notifica dell’avviso di accertamento, sostenendo che la stessa non era tenuta a dimostrare l’inerenza delle uscite di cassa.

Con l’ordinanza del 18 aprile 2017, n. 9761, gli Ermellini hanno annullato la sentenza di appello in quanto la Commissione Regionale avrebbe introdotto lulteriore onere probatorio dell’inerenza della movimentazione finanziaria all’attività di impresa, non pertinente con la presunzione legale relativa ex art. l'art. 51 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

L’Amministrazione finanziaria può ret