La notifica al soggetto irreperibile

Processo_TributarioLa notifica dell’atto impositivo va effettuata ai sensi dell’art. 140.c.p.c. quando la residenza e l’indirizzo del destinatario siano conosciuti ma quest’ultimo si è reso temporaneamente irreperibile.

Il principio è contenuto nella recente sent. n. 6676/2017 della Corte di Cassazione da cui risulta che il messo notificatore può porre in essere la notifica ex art. 60 del Dpr n. 600/1973 (irreperibilità assoluta) solo dopo avere eseguito i necessari controlli anagrafici e avere accertato che il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto.

Notifica degli atti tributari

La notifica degli atti tributari è disciplinata dagli artt. 137 e ss. C.p.c,. come previsto dall’art. 16, c. 2, D Lgs n. 546/1992 e dall’art. 60, c. 1, lett. a, Dpr n. 600/1973, il quale prevede una norma derogatoria, in caso di irreperibilità assoluta della contribuente nel domicilio fiscale, attuandosi la speciale procedura semplificata ivi prevista secondo cui l’avviso di deposito dell’atto presso la casa comunale, previsto dall’art. 140 c.p.c., si comunica mediante affissione all’albo del Comune, anziché mediante affissione alla porta della sede della società, non più rintracciabile nel domicilio fiscale.

La forma di notifica tradizionale è quella c.d. “brevi manu” eseguita dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale autorizzato; alternativamente può essere effettuata la notifica a mezzo posta con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, che non si esaurisce con la spedizione dell’atto ma si perfeziona con la consegna del relativo plico da parte dell’agente postale al soggetto destinatario.

La procedura prevista dall’art. 140 C.p.c. stabilisce, inoltre, che in caso di irreperibilità (temporanea), incapacità o rifiuto da parte del destinatario dell’atto, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica, affigge avviso del deposito alla porta dell’abitazione o dell’azienda e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento: in tal caso la notifica è valida se il soggetto che la esegue comprova l’avvenuta ricezione della raccomandata informativa al destinatario.

Se l’ufficio finanziario è a conoscenza del domicilio del contribuente, come indicato nelle dichiarazioni dei redditi presentate, risulta la notificazione dell’atto impositivo eseguita, ex art. 140 c.p.c., nel domicilio indicato nelle dichiarazioni dei redditi del contribuente, atteso che la procedura di notifica ex art. 140, adottata per gli accertamenti è stata utilizzata ricorrendone le condizioni, rendendo la conseguente cartella esattoriale impugnabile solo per vizi propri, nel caso di specie non rilevati (Cass. n. 25680/2016).

Una recente sentenza ha affermato che la notifica a mezzo Pec non è ammessa in materia tributaria, se non espressamente prevista dalle relative disposizioni di legge. In base alle le ultime disposizioni normative la notifica tramite posta elettronica certificata è ammessa solo dove è operativa la disciplina del processo tributario telematico, per cui la stessa notifica è inidonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione (Cass. n. 4066/2017).

Nel caso di specie il contribuente, ha impugnato la cartella esattoriale emessa per Irpef e addizionale regionale a seguito della definitività dell’accertamento non impugnato, eccependo l’illegittimità della notifica; la stessa aveva mantenuto la residenza a Milano, trasferendo solo temporaneamente la residenza, ritenendo invalida la notifica dell’atto presupposto (cartella esattoriale) in quanto il messo, non avendo trovato la rinvenuta presso la residenza, aveva proceduto all’affissione dell’atto presso la casa comunale senza aver espletato i necessari controlli anagrafici.

La Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ritenuto che la notificazione degli avvisi e degli atti tributari va effettuata secondo la procedura prevista dall’art….

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