L’azione di responsabilità civile verso gli amministratori è estesa in caso di fallimento ai fatti lesivi della par condicio

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 18 aprile 2017

l'azione di responsabilità verso gli amministratori è un argomento molto importante: in questo articolo analizziamo cosa succede in caso di fallimento se il curatore scopre atti effettuati in violazione della par condicio creditorum

Processo_TributarioIn materia di responsabilità degli amministratori nei confronti della massa dei creditori, la giurisprudenza della Suprema Corte è pervenuta ad un arresto importante che ribalta l’orientamento nella giurisprudenza di merito in relazione al trattamento dei pagamenti eseguiti dall’amministratore (o dal liquidatore) in violazione della par condicio.

Il caso esaminato è classico: in un fallimento il curatore si costituisce parte civile nel processo penale avviato per fatti di bancarotta preferenziale; l’imputato patteggia senza il consenso (non previsto) della parte civile che, a quel punto, per gli stessi fatti chiama in giudizio in sede civile sia l’amministratore che il beneficiario dei pagamenti, addebitandogli la lesione alla par condicio.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello negano la legittimazione attiva del curatore disconoscendo natura di azione di massa alla sua domanda risarcitoria sostenendo che il pagamento preferenziale non sarebbe idoneo a recare alcun danno al patrimonio sociale ma solo ai creditori lesi il cui interesse può essere direttamente tutelato ex art 2395 c.c. a fallimento chiuso (cfr. Trib. Milano, 22/12/2010 e Trib. Milano, 18/01/2011).

Le Sezioni Unite del Suprema Corte con la sentenza n 1641 del 23/01/2017 hanno ribaltato questo orientamento facendo una serie di affermazioni chiarificatrici anche sotto altri aspetti utili.

Innanzitutto affermano che il curatore ha sempre la legittimazione attiva al risarcimento del danno per fatto illecito derivante dagli artt. 185 c.p. e 2043 c.c. che può affiancarsi alla concorrente responsabilità contrattuale (ex art 2393 c.c. che presuppone un danno in conseguenza della violazione di doveri imposti dalla legge e dall’atto costitutivo) o extracontrattuale (ex art 2394 c.c. che presuppone l’insufficienza patrimoniale cagionata dall’inosservanza degli obblighi di conservazione del patrimonio sociale) su cui