La confisca per equivalente per i reati tributari trova obbligatoria applicazione anche in caso di patteggiamento

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 24 marzo 2017

la confisca diretta o 'per equivalente' del profitto dell’illecito penal-tributario, coincidente con l’imposta evasa, deve obbligatoriamente essere disposta anche in caso di patteggiamento della pena

arsene-lupin-ctLa Corte di Cassazione, Sezione III, con la recente sentenza del 28 novembre 2016, n. 50338, ha ribadito che la confisca “diretta” o “per equivalente” del profitto dell’illecito penal-tributario, coincidente con l’imposta evasa, deve obbligatoriamente essere disposta anche con il provvedimento giurisdizionale di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento).

In particolare, a seguito di ricorso presentato dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che, nel disporre l’applicazione della pena per il reato di cui al comma 1 dell’art. 5 D.Lgs. n. 74/2000 (ommessa presentazione della dichiarazione ai fini I.V.A.)1, aveva omesso di disporre la confisca per equivalente prevista per il reato contestato con riferimento al profitto illecitamente conseguito, la Suprema Corte precisa che: l’istituto della confisca per equivalente anche in materia penale tributaria è stato, inizialmente, introdotto dalla Legge Finanziaria 2008, che (per talune fattispecie di reato contenute nel D.Lgs. n. 74/2000) operava espresso rinvio all’art. 322 ter c.p..

Nello specifico, l’art. 1, c. 143, della Legge 24 Dicembre 2007, n. 244 stabiliva che “nei casi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 8, 10 bis, 10 ter, 10 quater e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all’art. 322 ter del codice penale” (la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente al prezzo)2;

La successiva riforma del sistema sanzionatorio tributario, disciplinata dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, ha introdotto (in seno al D.Lgs. n. 74/2000) l’art. 12 bis, recependo, in sostanza, il contenuto