Bilancio con nuove regole e principi nazionali OIC alla luce del decreto Milleproroghe

2017plusLe novità al sistema di norme e principi sulla disciplina civilistica del bilancio di esercizio ed, in generale, in materia di fiscalità nazionale apportate con il D.Lgs. n. 139/20151, in attuazione della direttiva 2013/34/UE, portano a porsi interrogativi circa l’impatto che la riforma ha avuto sui principi contabili nazionali all’interno del contesto contabile internazionale.

In particolare si osservano:

  • le modifiche ai principi di redazione del bilancio di esercizio che hanno portato alla possibilità di non rispettare gli obblighi di rilevazione, valutazione, presentazione ed informativa del bilancio nel caso in cui l’inosservanza di questi principi sia irrilevante per la rappresentazione corretta e veritiera, così come secondo il dettato internazionale dei principi che prediligono il principio di prevalenza della sostanza economica dell’operazione sulla forma giuridica.

Si inserisce nell’art. 2423-bis c.c. il comma n. 1-bis secondo il quale “la rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza economica dell’operazione o del contratto” e, contestualmente, elimina quanto disposto dall’art. 2423-bis c.c. che, al punto 1, stabiliva che nella valutazione delle voci si tenesse “conto delle funzione economica dell’elemento attivo o del passivo considerato”.

Quanto sopra conferma la previsione dell’art. 6, c. 1 della Direttiva 2013/34/UE, che vuole, tra i principi generali di bilancio, come la “rilevazione e la presentazione delle voci del conto economico e dello stato patrimoniale tengono conto della sostanza dell’operazione o del contratto in questione”;

  • il tema degli strumenti finanziari derivati, speculativi e di copertura, secondo il nuovo modello contabile al fine di rappresentare in bilancio i contratti derivati attraverso una misurazione periodica del fair value degli strumenti finanziari.

L’introduzione di una disciplina specifica per gli strumenti finanziari derivati è un punto focale fondamentale che si applica a tutte le imprese anche alle imprese con bilancio in forma abbreviata, con esclusione delle micro- imprese, ex art. 2435- ter c.c.: si ricorda, nell’ottica dell’innovazione, che nel mese di dicembre 2016 è stato pubblicato il nuovo OIC 32 per gli strumenti finanziari che integra la disciplina codicistica.

La modifica è motivata dalla volontà del Legislatore di dare un trattamento particolare agli strumenti derivati considerando la loro natura: il concetto di fair value che, ex art. 2426, c. 4 c.c., si determina riferendosi al valore di mercato per gli strumenti finanziari, se facilmente individuabile mentre, nel caso in cui il valore di mercato non si possa facilmente individuare relativamente allo strumento si considera il valore di mercato dei componenti o dello strumento analogo.

Si ricordi come il paragrafo 9 IFRS 13 definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione alle condizioni di mercato correnti;

  • l’art. 6 del D.Lgs n. 139/2015 ha modificato il comma 8 dell’art. 2426 c.c.: adesso i crediti e i debiti saranno rilevati con il criterio del costo ammortizzato, valutando il tempo e per i crediti, il valore di presumibile realizzo.

Si considera l’introduzione del costo ammortizzato nei bilanci di esercizio, riferendosi, inoltre, al nuovo OIC 20 Titoli immobilizzati, OIC 15 Crediti e OIC 19 Debiti, che stabiliscono, al fine di semplificare, che l’amortized cost nel caso di effetti irrilevanti può non essere applicato: questo si verifica nel caso in cui i crediti o debiti sono di breve durata, se i costi di transizione, le commissioni pagate tra le parti sono di scarso rilievo, se ogni altra differenza tra valore iniziale e valore di scadenza non è rilevante.

  • il nuovo OIC 9,

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