Se non è ricostruito il reddito in maniera veritiera, l’accertamento induttivo su fatture incomplete si può annullare

di Sonia Cascarano

Pubblicato il 6 febbraio 2017

l’incompletezza delle fatture non porta automaticamente alla legittimità dell’accertamento induttivo

Maccari-CiceroLa sentenza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione n. 1119/17, sostiene che l’accertamento induttivo su fatture incomplete può essere annullato nel caso in cui il giudice non consideri possibile la ricostruzione del reddito del contribuente.

I giudici, sottolineando che l’incompletezza delle fatture non porti automaticamente alla legittimità dell’accertamento induttivo, hanno respinto il ricorso del Fisco avverso una S.r.l..

Il caso esaminato dalla Corte Suprema di Cassazione, ha inizio con il ricorso della S.r.l. alla Commissione Tributaria provinciale contro l’avviso di accertamento redatto sulla base di un verbale di constatazione dal quale emergevano, induttivamente, ricavi non contabilizzati e, così, recuperati a tassazione.

La Commissione provinciale rigettò il ricorso portando la S.r.l. a proporre ricorso alla Commissione Tributaria Regionale.

La CTR accolse parzialmente il ricorso annullando la rettifica per l’omessa contabilizzazione dei ricavi.

Contro la sentenza di primo grado, l’Ufficio propose ricorso agli Ermellini, presentando i seguenti motivi, chiedendo l’annullamento della sentenza impugnata:

  • con il primo motivo si denunciava la violazione e falsa applicazione dell’art. 39, c. 1 e dell’art. 54,