Il sottile confine fra associazioni sportive e società commerciali

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 16 gennaio 2017

spesso vengono costituite associazioni sportive che nascondono di fatto un'attività commerciale, a volte capita con le palestre: in questo articolo cerchiamo di spiegare qual è il confine (spesso di difficile interpretazione) fra attività sportiva - soggetta a regime fiscale agevolato - ed impresa commerciale; sono sempre più frequenti controlli del Fisco per verificare che si tratti di vere associazioni sportive e non di società commerciali mascherate

fiscus-stadioLa Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, con la sentenza n. 844/3/16 del 9 giugno 2016, è tornata sulla questione dei legittimi presupposti per essere considerati associazioni sportive e poter godere dei relativi regimi agevolativi fiscali.

Nel caso di specie l’Associazione ricorreva avverso un avviso di accertamento, per l'anno di imposta 2008, in materia di ritenute fiscali per compensi erogati in tale anno a 16 collaboratori autonomi nell'attività svolta all'interno della palestra.

L'Ufficio riteneva non applicabile nella fattispecie il regime agevolativo previste per le società sportive dilettantistiche e pertanto sanzionava con un primo atto il mancato assoggettamento dei compensi alle specifiche ritenute fiscali, e con un secondo il mancato versamento delle stesse.

Il tutto scaturiva peraltro da una indagine condotta dagli Ispettori di vigilanza dell'ENPALS, che aveva dato luogo anche a specifiche contestazioni ai fini contributivi.

La contribuente contestava quindi i recuperi effettuati sulla base della specifica natura di S.S.D. e sulla occasionalità delle prestazioni effettuate dai collaboratori

La ricorrente aveva inoltre depositato sentenze del Tribunale di Firenze, Sez. Lavoro e Previdenza, in cui evidenziava come lo stesso organo giudicante avesse accolto i relativi ricorsi in materia contributiva nel giudizio con l'INPS.

L'Agenzia delle Entrate si costituiva in giudizio, contestando in toto le tesi avversarie e concludendo con la richiesta di reiezione del ricorso e conseguente conferma del proprio operato.

In estrema sintesi, ed in riferimento a quanto rilevato in fase di indagine dagli Ispettori dell'ENPALS, precisava che indipendentemente dall'iscrizione quale S.S.D., la stessa associazione svolgeva una normale attività di palestra dietro pagamento di un corrispettivo e che quindi ad essa non potevano ritenersi applicabili le