Il nuovo regime di registrazione delle sentenze

L’art. 2 della Tabella allegata al TUR n. 131/86 precisa che sono esenti (da registrazione) tutti gli atti giudiziari, salvo quelli menzionati nell’art. 8 della Prima Parte della Tariffa allegata al medesimo testo unico; in buona sostanza , gli atti dei tribunali di primo e di secondo grado che definiscono anche parzialmente controversie civili:
– recanti trasferimento o costituzione di diritti reali ;
– recanti condanna al pagamento di somme o valori (imposta di registro 3%) tra cui devono essere annoverati quelli recanti condanna al risarcimento del danno da reato;
– di accertamento1 di diritti a contenuto patrimoniale (imposta di registro 1%);
– non recanti trasferimento, condanna o accertamento di diritti a contenuto patrimoniale (imposta di registro in misura fissa);
– che dichiarano la nullità o l’annullamento di un atto (imposta di registro in misura fissa);
– aventi per oggetto la separazione o il divorzio(misura fissa);
– di omologazione (imposta di registro in misura fissa).
Al termine della causa il giudice pronuncia la sentenza (o qualsiasi altro tipo di provvedimento che estingua il giudizio); pertanto , è necessario che le parti paghino2 l’imposta di registro per la registrazione della pronuncia. A tal fine, debitori dell’imposta di registro risultano essere sia la parte soccombente, sia il soggetto che ha vinto la causa3. Pertanto, l’invito al pagamento dell’imposta di registro viene notificato dal fisco a tutti i soggetti presenti in giudizio, soccombenti e vittoriosi, in qualità di debitori solidali. Tuttavia, tale obbligo non si estende a coloro che sono intervenuti volontariamente nel processo4, al fine sostenere le ragioni di una delle parti, in quanto tali soggetti, per espressa previsione normativa, rimangono estranei al rapporto considerato nella sentenza. Resta ovviamente fermo che colui che ha pagato l’imposta può comunque chiedere al soccombente il rimborso (totale o parziale) dell’importo pagato, anche se le spese del processo sono state interamente compensate.
Una volta ricevuta la documentazione dal cancelliere, l’Agenzia notifica alle parti un avviso di liquidazione dell’imposta dovuta, richiedendone il pagamento entro 60 giorni. In ogni caso, le parti possono effettuare il pagamento, tramite il modello F23, anche prima dell’avviso di liquidazione emesso dalle Entrate5.
Effettuato il versamento, la parte interessata deve consegnarne ricevuta all’ufficio dell’Agenzia competente, che provvede alla registrazione e alla restituzione dell’atto alla cancelleria. In mancanza di richiesta o visualizzazione della liquidazione, l’ufficio delle Entrate notifica alle parti presso i loro difensori un avviso di liquidazione dell’imposta dovuta, richiedendone il pagamento entro 6o giorni.
NOVELLA
L’art. 7-quater, del D.L. n. 193/2016, è intervenuto, sulla materia della registrazione delle sentenze ai fini dell’imposta di registro, prevedendo:
– un allungamento dei termini di richiesta di registrazione degli atti giudiziari in generale,
– un ampliamento dell’ambito oggettivo in ordine alle sentenze recanti condanna al risarcimento del danno da reato,
– una procedura di registrazione particolare per gli ultimi atti appena menzionati.
In particolare con i commi 42 e 43 dell’articolo 7-quater sono stati modificati gli articoli 73 e 73-bis del D.P.R. n. 115/2002 e gli articoli 13, 59 e 60 del D.P.R. n. 131/1986.Il Dl 193/2016 ha,quindi, modificato il Testo unico in materia di spese di giustizia, intervenendo sui tempi6 e sulle modalità di registrazione delle sentenze, nei processi civili e amministrativi, di condanna al risarcimento del danno prodotto da reato. Con tale nuova disposizione normativa viene stabilito che, nel processo civile e amministrativo, la registrazione delle sentenze di condanna al risarcimento del danno prodotto da reato debba essere richiesta dalle cancellerie dei tribunali7 entro 30 giorni dalla data in cui sono divenute definitive. Inoltre, viene previsto che le …

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