Il distacco transnazionale: gli adempimenti delle aziende italiane che distaccano all’estero

A partire dallo scorso 26 dicembre 2016 sono stati introdotti una serie di adempimenti per le aziende stabilite in altri Stati membri o in uno Stato terzo/extra UE e le agenzie di somministrazione stabilite in un altro Stato membro che distaccano lavoratori in Italia.
In particolare, con la circolare n. 3 del 22 dicembre 2016, l’Ispettorato nazionale del Lavoro e il Ministero hanno fornito indicazioni utili alla predisposizione della comunicazione preventiva di distacco dei lavoratori in Italia da parte dei predetti soggetti, utilizzando il nuovo modello “Uni_distacco_UE”.
L’introduzione di questo adempimento parte dal recepimento della Direttiva 2014/67/UE, la cui finalità è quella contrastare una serie di fenomeni collegati al dumping sociale posto in essere da diverse aziende estere, passando attraversi i distacchi abusivi; infatti, i lavori di Paesi UE dove sono previste minori tutele sul lavoro e salari più bassi, vengono inviati in Italia attraverso l’istituto del distacco transnazionale, provocando una notevole distorsione del mercato.
L’obbiettivo finale è quello di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori avendo cura di salvaguardarne la remunerazione e le condizioni di lavoro, affrontando le questioni legate alle frodi, all’elusione delle norme e allo scambio di informazioni tra gli Stati membri.
In particolare la citata direttiva:

sensibilizza i lavoratori distaccati e le imprese in merito a rispettivi diritti e obblighi;

migliora la cooperazione tra le autorità nazionali preposte ai distacchi;

affronta il problema delle società di comodo che usano il distacco per eludere la legge;

definisce le responsabilità degli Stati membri per quanto concerne la verifica del rispetto delle norme sul distacco dei lavoratori;

stabilisce requisiti per le imprese di invio in modo da agevolare la trasparenza delle informazioni e delle ispezioni;

assicura l’efficace applicazione e riscossione delle …

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