Hai ricevuto una lettera sulle anomalie da spesometro? Ecco le possibilità di ravvedimento

ivaCon provvedimento prot. n. 2016/221446 del 15 dicembre 2016, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fissato le modalità con cui l’Amministrazione finanziaria mette a disposizione, del contribuente e della Guardia di finanza, le presunte anomalie da spesometro, al fine di stimolare l’assolvimento spontaneo degli obblighi tributari e favorire l’emersione delle basi imponibili, dando così attuazione alle disposizioni di cui all’art.1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

IL PROVVEDIMENTO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Il provvedimento in esame detta le disposizioni concernenti le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente (soggetto passivo Iva) e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici, informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati dai clienti del contribuente all’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art.21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 122 del 30 luglio 2010, da cui risulterebbe che lo stesso abbia omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito.

Al contribuente sono rese disponibili le informazioni per una valutazione in ordine alla correttezza dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, al fine di consentirgli di poter fornire elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti in grado di giustificare la presunta anomalia.

I dati contenuti nelle comunicazioni sono i seguenti:

a) codice fiscale e denominazione e cognome e nome del contribuente;

b) numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;

c) codice atto;

d) totale operazioni comunicate dai clienti soggetti passivi Iva, ai sensi dell’art. 21 del D.L. n. 78/2010;

e) modalità attraverso le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio relativi all’anomalia riscontrata.

ASPETTI PROCEDURALI

Le modalità di messa a disposizione del contribuente degli elementi e delle informazioni

L’Agenzia delle Entrate trasmette una comunicazione, contenente le informazioni di cui al precedente punto 1.2, agli indirizzi di PEC attivati dai contribuenti ai sensi dell’art. 16, cc. 6 e 7, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, e dell’art. 5, c. 1, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179.

La stessa comunicazione è presente all’interno del “cassetto fiscale”.

I dati a disposizione

I dati a disposizione sono i seguenti:

  1. protocollo identificativo e data invio della dichiarazione Iva, per il periodo d’imposta oggetto di comunicazione, nella quale le operazioni attive risultano parzialmente o totalmente omesse;

  2. somma algebrica dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nei righi VE24, colonna 1 ( Totale imponibile), VE31 (Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento), VE32 (Altre operazioni non imponibili), VE33 (Operazioni esenti), VE34, colonna 1 (Operazioni con applicazione del reverse charge), VE36, colonna 1 (Operazioni effettuate nell’anno ma con imposta esigibile in anni successivi) e VE37 (Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nell’anno oggetto di comunicazione) della dichiarazione IVA;

  3. importo totale delle operazioni comunicate dai clienti soggetti passivi Iva, ai sensi dell’art. 21, del D.L. n. 78/2010;

  4. ammontare delle operazioni attive che non risulterebbero riportate nel modello di dichiarazione di cui al punto a);

  5. dati identificativi dei clienti soggetti passivi Iva ( denominazione e codice fiscale);

  6. ammontare di acquisti comunicati dai contribuenti soggetti passivi IVA di cui al punto e).

Le modalità con cui il contribuente può richiedere informazioni o segnalare eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti

Il contribuente, anche mediante gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, di cui all’art. 3, c. 3, del D.P.R. n. 322/98, può richiedere informazioni ovvero segnalare all’Agenzia…

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