Rottamazione cartelle: la definizione delle sanzioni da delitti non colposi fiscalmente rilevanti

di Giuseppe Bennici

Pubblicato il 19 dicembre 2016

la sanzione collegata alla produzione di ricchezza derivante da atti o fatti aventi rilevanza di illecito penale e qualificabili come delitto non colposo, per come oggi ancora normati dall’art. 8 del D.L. n. 16/2012, è ammessa di diritto tra le masse definibili ai sensi dell’art. 6 dell’ex D.L. n. 193/2016, vediamo perchè...

CTvertiLa definizione agevolata dei carichi pendenti al 31 dicembre 2016, in attesa di maggiori chiarimenti Ufficiali dagli enti preposti,  lascia molteplici dubbi irrisolti (Cfr. art. 6 del D.L. 193/2016 convertito con modificazioni in legge n. 225/2016).

L'unica certezza che oggi sembra profilarsi è la necessaria disponibilità finanziaria in capo al debitore per poter adempiere al debito residuo in un massimo di quindici mesi (07/17 – 09/18) e con un massimo di cinque rate, di cui quattro coincidenti con il periodo di pagamento delle ordinarie imposte annuali. Di tale disponibilità finanziaria nulla osta che l'amministrazione finanziaria ne possa tenere conto per altri fini per esempio, una eventuale maggiore quantificazione della capacità contributiva (cfr. art. 38 DPR n. 600/1973). Non è da trascurare infatti che a partire dall'1 luglio 2017, come ricorda il D.L. 193/2016, il core business della riscossione ritorna all'Agenzia delle Entrate, con una apposita società di riscossione, e la possibilità di interscambio più agevole dei dati in possesso (cfr. Artt. 1 e 3 D.L. n. 193/2016 convertito con modificazioni in legge n. 225/2016).

Per quanto attiene alla presente trattazione, merita attenzione quanto escluso dalla definizione ai sensi dell'art. 6 comma 10 ed in particolare:

a) le risorse proprie tradizionali previste dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/