Notifica della cartella esattoriale: la prova spetta all’ufficio

Nel caso in cui il contribuente eccepisca l’omessa notifica della cartella di pagamento proponendo ricorso soltanto avverso l’ufficio delle entrate, quest’ultimo è tenuto a fornire la documentazione se il concessionario non adempie.
Quanto precede e è contenuto nella sent. n. 22729/2016 della Corte di Cassazione da cui emerge che la legittimazione passiva spetta all’ente creditore e non al concessionario e che lo stesso è tenuto a produrre la prova necessaria.
Si prende spunto dalla sentenza in commento per chiarire la natura della cartella, mezzo esecutivo in mano al concessionario della riscossione
Cartella esattoriale e ruolo: natura giuridica
La cartella di pagamento, avente natura di atto amministrativo di esecuzione, rappresenta un atto di intimazione al pagamento e di avviso di mora, che racchiude in sé le funzioni di titolo esecutivo (essendo in esso incorporato il ruolo, di cui si dirà più avanti) e di precetto; tale mezzo di. pagamento è adottato dall’agente della riscossione per attivare le procedure di recupero del credito.
La cartella di pagamento, quindi, pur non provenendo direttamente dalla Pubblica Amministrazione, ma da un soggetto privato (Equitalia, soppressa dal prossimo anno) deve essere equiparata a tutti gli effetti all’atto amministrativo, la cui funzione fondamentale è quella di comunicare al contribuente la sua posizione debitoria nei confronti dell’ente impositore a fronte di un credito ritenuto certo, liquido ed esigibile. La stessa cartella deve contenere tutte le indicazioni utili per consentire al contribuente di vagliare le ragioni e, quindi, la legittimità della pretesa creditoria.
L’articolo 25, commi 2 e 2-bis, del Dpr n. 602/1973 prevede che: la cartella di pagamento deve essere redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministero delle finanze e deve contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione, con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata; la cartella di pagamento deve contenere anche l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo.
La giurisprudenza di legittimità ha affermato che la cartella di pagamento è valida anche senza l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente ossia senza l’invio dell’avviso bonario qualora non sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione presentata (Cass. sent. n. 19861/2016).
Il “ruolo” contiene, invece, l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio finanziario ai fini della riscossione a mezzo del concessionario (art. 10 del D.P.R. n. 602/1973, recante norme in materia di riscossione delle imposte).
Nel ruolo sono iscritte, le imposte, le sanzioni e gli interessi, come somme dovute dai contribuent e attraverso esso si effettua la riscossione coattiva delle entrate dello Stato (art. 17 D.Lgs. n. 46/1999) nonché anche di quelle diverse dalle imposte sui redditi, e di quelle degli altri enti pubblici e previdenziali; la riscossione si può effettuare coattivamente anche mediante “ruolo” affidato ai concessionari, relativamente alle entrate delle regioni, delle province, anche autonome, dei comuni e degli altri enti locali.
In ogni “ruolo” sono, pertanto, iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti con domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il medesimo ruolo si riferisce.
E’ notizia di pochi giorni fa che il legislatore con il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 (G.U. n. 24 del 24/10/16) ha disposto la rottamazione dei ruoli, potendo essere rottamati tutti i ruoli relativi a imposte, Iva, tributi, e contributi previdenziali e assistenziali affidati rispettivamente dall’agenzia delle Entrate e dall’Inps o Inail all’agente della riscossione (anni 2000-2015). Rientrano nella sanatoria anche i ruoli relativi a sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada …

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