Visto di conformità e società tra professionisti

di Giovanna Greco

Pubblicato il 21 settembre 2016

il professionista che svolge attività di assistenza fiscale nell’ambito di una società tra professionisti può rilasciare il visto di conformità utilizzando la partita IVA della società abilitata alla trasmissione telematica delle dichiarazioni
pec

Il professionista che svolge attività di assistenza fiscale nell’ambito di una società tra professionisti (STP) può rilasciare il visto di conformità utilizzando la partita IVA della medesima, abilitata alla trasmissione telematica delle dichiarazioni.

Con la Risoluzione Ministeriale n. 23/2016, l’Agenzia fornisce alcuni chiarimenti in merito al visto di conformità. Il professionista che esercita l’attività di assistenza fiscale nell’ambito di una STP può rilasciare il visto di conformità utilizzando la partita IVA della stessa società, purché abilitata alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. Questo è possibile in quanto non sussistono elementi sostanziali che consentano di discriminare la Società Tra Professionisti rispetto alla società commerciale di servizi contabili.

Ai sensi dell’art. 35 c. 3 del D.Lgs. 241/97 i professionisti che possono apporre il visto di conformità sono gli iscritti:

- nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o nell’Albo dei consulenti del lavoro;

- nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o del diploma di ragioneria;

- oppure il responsabile dell’assistenza fiscale di un CAF imprese.

I suddetti professionisti, come indicato nelle lettere a) e b) dell’articolo 3 comma 3 del DPR 322/98, devono essere abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni.

L’abilitazione alla trasmissione telematica può sussistere in capo ad un soggetto diverso dal professionista (unico soggetto che può apporre il visto) in particolare, ciò accade (CM 7/2015): nell’ipotesi in cui il professionista eserciti l’attività di assistenza fiscale nell’ambito di una associazione professionale di cui all’art. 5, c. 3, lett. c),d