Agevolazioni prima casa e problemi durante la ristrutturazione dell’immobile

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 29 agosto 2016

la demolizione e ristrutturazione, che si prolunga oltre il termine di legge, non è esimente al mancato trasferimento della residenza e, pertanto, in caso di mancato trasferimento il contribuente perde il diritto alle agevolazioni prima casa

TORRE-DI-BABELELa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13148 del 24 giugno 2016, n. 13148, ha ritenuto che il mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi, determinato dalla necessità di procedere alla demolizione e successiva ricostruzione dell’abitazione acquistata, non costituisce causa di forza maggiore esimente.

Il fatto

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello proposto dal contribuente avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, che aveva rigettato il ricorso promosso avverso l'avviso di liquidazione, con il quale erano stati revocati i benefici prima casa, per non aver la contribuente trasferito entro i prescritti diciotto mesi la sua residenza nel Comune in cui era ubicata l'abitazione acquistata.

La CTR spiegava il rigetto dell'appello osservando che l'obbligo di trasferimento costituiva un "requisito oggettivo dell'agevolazione", che la contribuente non aveva provato che il trasferimento era stato impedito da una "causa di forza maggiore", quest'ultima da intendersi come un "ostacolo all'adempimento dell'obbligazione non imputabile alla parte obbligata, inevitabile e imprevedibile". Secondo la CTR la contribuente si era difatti "limitata ad affermare di aver ritenuto al momento dell'acquisto di dover procedere ad una ristrutturazione e di avere invece poi dovuto procedere alla demolizione e alla costruzione di un nuovo fabbricato con conseguente mancata ultimazione dei lavori per causa indipendente dalla propria volontà", mentre in realtà "non v'era nessuna prova di un d