Presupposti di legittimità per l’accertamento da studi di settore

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 20 giugno 2016

nel momento caldo di UNICO, ripassiamo quali sono i presupposti che rendono legittimo un accertamento da studi di settore: l'evoluzione storica degli accertamenti basati su standard, la nascita degli indicatori di normalità economica e l'introduzione dei correttivi. E' ormai giunto il momento di una riforma seria e coerente di lungo periodo

studi-di-settore-fiscooggiLa Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 4151 del 02.03.2016, è tornata ad affrontare un caso (l’ennesimo!) di accertamento da studi di settore.

Nel caso di specie, l'ufficio di Pavia dell'Agenzia delle Entrate notificava ad una società produttrice di parti interscambiali per macchine utensili, un avviso di accertamento con cui, in applicazione degli studi di settore riferiti al gruppo omogeneo di appartenenza in cui era stata inserita la contribuente e, segnatamente, dello studio di settore TD32U cluster 37, procedeva, in ragione degli scostamenti reddituali riscontrati tra i ricavi dichiarati e quelli puntuali, a rettificare, ai sensi degli arti. 62-sexies D.L. 331/93 e 39, comma primo, lett d), D.P.R. 600/73, le dichiarazioni IVA, IRPEG ed IRAP per l'anno 2004, determinando il maggior carico fiscale e liquidando imposte, interessi e sanzioni.

Avverso la sentenza di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente condividendo la tesi di questa che l'attendibilità degli studi di settore dovesse essere valutata in relazione alla specificità del caso concreto e che il cluster 37 non era nel caso di specie rappresentativo della realtà aziendale, proponeva appello l'Agenzia delle Entrate avanti alla CTR Lombardia, che, in accoglimento del gravame, riformava l'impugnata sentenza.

Ritenevano infatti i giudici di secondo grado che nella controversia in esame la società ricorrente non avesse fornito gli elementi che potessero giustificare la mancata congruità degli studi di settore, limitandosi ad affermare di non riconoscersi nelle caratteristiche del cluster e a segnalare generiche difficoltà di mercato dovute all'introduzione dell'euro e alla concorrenza dei paesi emergenti.

Del resto, osservavano i giudici più in generale, sebbene l'introduzione degli studi di settore sia fonte di una presunzione in favore dell'amministrazione, nondimeno si tratta di "presunzioni relative che ammettono la prova contraria", sicché il contribuente che voglia contestarne l'applicazione "ha l'onere di attivarsi e dimostrare nella fattispecie in esame l'inaffidabilità del risultato ottenuto attraverso le presunzioni", onere che essendo rimasto nella specie inadempiuto, non avendo la parte fornito alcuna prova a conforto del proprio assunto, rendeva l'accertamento legittimo e conseguentemente