Equitalia: la notifica è valida solo se provata in giudizio con l’avviso di ricevimento in originale

La notifica della cartella di pagamento da parte di Equitalia è valida solo se provata in giudizio con l’avviso di ricevimento in originale.
Quanto sopra è contenuto nella recente sent. n. 8861/2016 della Corte di Cassazione da cui emerge che la notificazione non può ritenersi conforme se il concessionario produce l’avviso in fotocopia .
Il presente pronunciamento si colloca dopo altre decisioni in cui emergono nuove incombenze per il concessionario che si costituisce in giudizio.
Il Concessionario in giudizio
E’ parte “resistente” nel processo tributario anche a seguito delle modifiche apportate dal D.lgs. n. 156/2015, entrato in vigore dal 01/01/2016, che ha riformulato l’art. 10 del D. Lgs n. 546/1992.
La legge attribuisce la veste di parte anche al concessionario del servizio di riscossione, il quale assurge a parte necessaria del giudizio tributario solo qualora oggetto della causa sia l’impugnazione di atti allo stesso direttamente riferibili o imputabili.
Anche al concessionario, quindi, si riferisce la disposizione contenuta nel successivo art. 11, c. 3, che riconosce la capacità di stare in giudizio, per l’ente, all’organo di rappresentanza previsto dal suo ordinamento. La rappresentanza legale del concessionario spetta all’organo al quale l’atto costitutivo lo attribuisce. La capacità di resistere in giudizio (legitimatio ad processum) è attribuita al rappresentante legale del concessionario della riscossione, il quale sta in giudizio a mezzo del rappresentante legale a difesa degli atti emessi in proprio.
La Suprema Corte ha ritenuto che Equitalia è parte anche nel caso di silenzio rifiuto sulla domanda di rimborso presentata dal contribuente. In caso di instaurazione del contraddittorio, il concessionario è parte allorché oggetto del giudizio è l’impugnazione di atti viziati da errori ad esso direttamente imputabili e, cioè, nei casi di vizi propri della cartella di pagamento e dell’avviso di mora, ai quali va equiparata l’ipotesi di omessa adozione dell’atto richiesto, come nel caso di silenzio rifiuto sull’istanza di rimborso avanzata dal contribuente
I giudici di legittimità hanno ritenuto che in questi casi l’atto va impugnato chiamando in causa esclusivamente il concessionario, al quale è direttamente ascrivibile il vizio del provvedimento, seppure reso in forma tacita, non essendo configurabile un litisconsorzio necessario con l’ente impositore. E’ inammissibile, pertanto, il ricorso proposto esclusivamente nei confronti dell’ufficio finanziario, non potendosi disporre successivamente l’integrazione del contraddittorio nei confronti del concessionario stesso (Cass. n. 8370/2015).
Il giudice può disporre la chiamata in giudizio nei confronti del concessionario della riscossione se nel ricorso siano proposte delle censure concernenti sia quest’ultimo che l’agenzia delle entrate (CTP Siracusa n. 1777/14).
La Corte Costituzionale a sua volta ha ritenuto l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, c. 1, del D.Lgs n. 546/1992 (nel testo previgente alle modifiche di cui all’art. 9, c. 1, lett. b, del D.lgs. n. 156/2015), nella parte in cui prevede che per le controversie proposte nei confronti dei concessionari del servizio di riscossione è competente la CTP nella cui circoscrizione i concessionari hanno sede, anziché quella nella cui circoscrizione ha sede l’ente locale concedente. Analogo discorso è stato fatto per i giudizi instaurati nei confronti dei soggetti iscritti nell’albo ex art. 53 D. Lgs , n. 446/97 in cui è competente la CTP e nella cui circoscrizione i medesimi soggetti hanno sede, anziché quella nella cui circoscrizione ha sede l’ente locale impositore (v. Sent. n. 44/2016, cfr. CTP Cremona nn. 169 e 170/2015).
Fattispecie
Nel caso in esame il contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento eccependo la mancata notifica delle stesse e disconoscendo la propria sottoscrizione sulle relate di notifica, mentre Equitalia dal canto suo …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it