Strutture sanitarie e obbligo dell’accentramento dell’incasso dei compensi: attenzione alla scadenza di lunedì ed agli obblighi contabili

di Marco Giorgetti

Pubblicato il 30 aprile 2016

la riscossione accentrata dei compensi in strutture sanitarie è un obbligo di legge da tempo; in questo articolo analizziamo gli obblighi di contabilità e di gestione degli incassi e facciamo un ultimo ripasso in vista della scadenza di lunedì

medico_immagineLa riscossione accentrata dei compensi in strutture sanitarie è stata introdotta dalla Legge Finanziaria per il 2007 (Legge 27/12/2006 n. 296) art. 1, commi da 38 a 42.

La norma stabilisce che, a decorrere dal 1° Marzo 2007:

La riscossione dei compensi dovuti per attività di lavoro autonomo, mediche e paramediche, svolte nell'ambito delle strutture sanitarie private è effettuata in modo unitario dalle stesse strutture sanitarie, le quali provvedono a:

a) incassare il compenso in nome e per conto del prestatore di lavoro autonomo e a riversarlo contestualmente al medesimo;

b) registrare nelle scritture contabili obbligatorie, ovvero in apposito registro, il compenso incassato per ciascuna prestazione di lavoro autonomo resa nell'ambito della struttura.

Le strutture sanitarie … comunicano telematicamente all'Agenzia delle entrate l'ammontare dei compensi complessivamente riscossi per ciascun percipiente”.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13/12/2007 precisa le modalità tecniche e di invio e ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione.

L’adempimento investe una serie di soggetti che probabilmente non pensano nemmeno di esserne destinatari.

Infatti la questione riguarda la definizione di struttura sanitaria così come la intende l’Agenzia delle Entrate che considera “strutture” anche gli studi privati ed altre realtà non appositamente organizzate in tal senso.

Le prime interpretazioni infatti portavano a ritenere che fossero interessate all’applicazione della norma le strutture così come intese dalle leggi sanitarie e cioè società autorizzate dalla Regione, dotate dei necessari requisiti organizzativi, strutturali, tecnici e di personale, gestite sotto la diretta responsabilità di un direttore sanitario, oppure strutture organizzate e predisposte per permettere ai medici e paramedici lo svolgimento delle loro professioni in grado di fornire assistenza anche nei confronti dell’utente finale, servizio prenotazioni ecc.

I chiarimenti forniti successivamente hanno invece delineato e ampliato la platea dei soggetti destinatari.

Con la circolare del 15 marzo 2007 n. 13 l’Agenzia ha dato una definizione di struttura sanitaria privata ampia e generica:

... L'obbligo è posto in capo alle 'strutture sanitarie private' che ospitano, mettono a disposizione dei professionisti ovvero concedono loro in affitto i locali della struttura aziendale per l'esercizio di attività di lavoro autonomo mediche o paramediche.

Per strutture sanita