La società semplice: profili civilistici e fiscali

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 16 aprile 2016

la società semplice è uno strumento molto interessante, soprattutto per le gestioni immobiliari: in questo articolo approfondiamo le problematiche civilistiche, le attività esercitabili, il regime di responsabilità dei soci, il calcolo del reddito, l'eventuale plusvalenza in fase di cessione delle quote di partecipazione

lente-antiriciclaggio-immagineIn generale, la società è lo strumento approntato dall’ordinamento per consentire in forma strutturata e collettiva l’esercizio di attività di impresa. Il diritto italiano conosce, così come quello di altri Paesi, forme societarie con personalità giuridica [dotate di una spiccata autonomia patrimoniale] e senza personalità giudica.

Nel contesto dei tipi societari disciplinati dal codice civile, la forma – base, sulla quale si costruiscono le strutture più complesse, è costituita dalla società semplice. Si tratta di una società che non può esercitare attività commerciale, e che sotto il profilo fiscale rientra tra i soggetti «trasparenti» di cui all’art. 5 del TUIR. I redditi da essa generati non devono quindi essere autonomamente dichiarati, giacché vengono imputati ai soci in capo ai quali sono tassabili come proventi di partecipazione [senza che si renda necessaria alcuna formale distribuzione].

Le società semplici secondo il codice civile

Il contratto di società è il negozio in base al quale due o più persone [fisiche o giuridiche] conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili [art. 2247, c.c.].

Dallo schema elementare del contratto di società originano i vari tipi di società, i quali, se finalizzati all’esercizio di attività commerciale, devono costituirsi secondo le disposizioni degli artt. 2291 e ss., c.c.; se si tratta invece di soggetti aventi oggetto non commerciale, essi devono adottare la forma della società semplice [art. 2249, c.c.].

Nel contesto delle operazioni di trasformazione cui le società possono essere assoggettate, qualche problematica peculiare si accompagna al tema della trasformabilità da e verso le società semplici.

Tali soggetti non sono infatti «abilitati» all’esercizio di attività commerciale [art. 2249, commi 1 e 2, c.c.], pur costituendo – per così dire – l’«embrione» normativo delle società personali.

Per la stipula del contratto di società semplice non si richiedono forme particolari [art. 2251, c.c.], sicché è sufficiente anche il «fatto concludente», senza espresse deliberazioni scritte o verbali.

Nei fatti, tale tipologia societaria è risultata adottabile, oltre che per le attività agricole, per la gestione immobiliare a scopo di mero godimento.

In tale prospettiva risulta di fatto consentito il mantenimento di società semplici con le caratteristiche delle società «di comodo»: tali soggetti, infatti, non consentendo l’ammissione al regime del reddito d’impresa e lo specifico trattamento IVA delle attività commerciali, sono state ritenute non suscettibili di produrre effetti sfavorevoli per le ragioni erariali.

Non sembrano sussistere ostacoli espliciti o impliciti per la trasformazione di una società semplice sia in altre forme societarie a base personale, sia in società di capitali, con l’avvertenza che, in molti casi, avverrà però la contestuale variazione dell’oggetto sociale.

In particolare, l’oggetto sociale deve per forza mutare se la società semplice è trasformata in società «ordinaria», che esercita attività commerciale [S.n.c., S.a.s., S.p.a., S.a.p.a., S.r.l.]. Si rammenta però che, ai sensi dell’art. 2249, comma 2, c.c., le attività diverse da quelle commerciali possono essere esercitate anche adottando una forma societaria non «semplice»: in tale evenienza, potrebbe accadere che la società semplice si trasformi in società personale o di capitali mantenendo il proprio oggetto sociale.

Attività esercitabili

La società semplice, forma più elementare di società, può avere per oggetto esclusivamente l'esercizio di attività economiche lucrative non commerciali.

Tale tipo societario può quindi prestarsi all’esercizio di:

  • attività agricole, con alcune limitazioni in quanto l’oggetto sociale non può essere costituito dal mero godimento di beni, ma dall'esercizio comune e concreto di attività economica;

  • attività di gestione immobiliare.

Un’altra caratteristica della società semplice è costituita dalla responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni sociali, che però può escludersi, con apposito patto, se si tratta di soci sforniti di poteri di rappresentanza.

Nella società semplice il creditore può soddisfarsi sia sul patrimonio della società, sia sul patrimonio dei soci illimitatamente responsabili. Occorre però precisare che, qualora sia stato richiesto direttamente al socio, per primo, il pagamento di quanto dovuto, quest’ultimo potrà richiedere al creditore che venga preventivamente escusso il patrimonio sociale, ovvero potrà indicare al medesimo i beni della società sui cui potersi agevolmente soddisfare [beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale].

Costituzione

Quanto alla costituzione di