Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti

analizziamo il nuovo regime fiscale previsto per le stabili organizzazioni, derivante dall’aggiornamento del TUIR: il concetto di stabile organizzazione, l’opzione totalitaria, la stabile CFC, i dividendi erogati da una stabile organizzazione, il problema del transfer price…

CTverti2_2Introduzione

Nel presente intervento si intende analizzare il nuovo regime fiscale previsto per le stabili organizzazioni, alla luce della recente introduzione nel Testo Unico dell’articolo 168 ter ad opera del D.Lgs 147/2015 (Decreto Internazionalizzazione).

L’articolo 14 del Decreto Crescita ed Internazionalizzazione ha, infatti, istituito un nuovo regime opzionale c.d. branch examption che introduce una nuova modalità di tassazione dei redditi esteri prodotti attraverso le stabili organizzazioni.

Esercitando l’opzione c.d. di branch examption, la società italiana potrà esentare dalla base imponibile nazionale, il reddito derivante dalla propria stabile organizzazione estera, potendo così beneficiare in alcuni casi della minore imposizione fiscale prevista nel paese estero.

Tale beneficio è in ogni caso collegato ad altrettanti requisiti oggetto del presente contributo.

La branch exemption è un regime fiscale particolarmente interessante in quanto equipara le stabili estere alle società di diritto locale, evitando pertanto che i redditi da esse prodotti vengano imputati alla casa madre.

Pertanto le imprese potranno aprire le stabili in luogo delle società eliminando così alla radice tutte le criticità connesse all’esterovestizione.

Una stabile, infatti, non può mai essere accertata sotto il profilo dell’esterovestizione in quanto per definizione la stessa rappresenta un ramo della casa madre che viene gestito direttamente dalla casa madre stessa.

L’ Opzione totalitaria

Il comma 1 del nuovo articolo 168-ter stabilisce che “Un’impresa residente nel territorio dello Stato può optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero”.

La lettera della norma sancisce in modo inequivocabile il principio dell’all in all out.

L’opzione per l’esenzione riguarda o tutte le stabili o nessuna.

Il riferimento all’impresa in luogo della società permette di affermare che la nuova modalità di tassazione riguarda tutte le imprese anche se svolte in modalità individuale.

Sono tuttavia escluse:

  • Le stabili organizzazioni di professionisti;

  • Le stabili organizzazioni di altre stabili organizzazioni.

Il primo caso, tutt’altro che infrequente nella prassi operativa, si realizza tutte le volte che un professionista o un’associazione professionale apre uno studio in un altro Paese estero1.

La seconda casistica, invero dai contorni più incerti, è quella della stabile organizzazione estera di una stabile italiana di una società estera.

Si pensi al caso di Alfa LTD inglese che ha uno stabilimento in Italia. Successivamente lo stabilimento italiano apre un ulteriore stabilimento in Slovenia.

In questo caso è assolutamente incerto se la stabile slovena afferisca direttamente alla casa madre o alla stabile italiana.

Nel secondo caso l’opzione per la branch exemption non pare possibile in quanto la stabile italiana può dirsi stabilita in Italia ai fini iva ma non costituisce propriamente una impresa residente.

Irrevocabilità dell’opzione

Il comma 2 stabilisce che “l’opzione è irrevocabile ed è esercitata al momento di costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d’imposta”.

La norma presenta inevitabilmente dei dubbi applicativi.

L’interpretazione appare pacifica nel caso in cui la società costituisca stabili organizzazioni per la prima volta.

Pare che la prima costituzione determini una opzione che avrà effetti per tutte le stabili e per tutta la vita della società.

Se, al contrario, l’opzione non viene esercitata, la branch exemption sembrerebbe esclusa per sempre. La norma ha precisato inoltre come l’opzione per le stabili esistenti non debba essere operata già dal 2016 ben potendosi attendere anche il 2018.

Quid iuris nel caso in cui io voglia optare nel 2018 ma apra una nuova stabile nel 2016?

Forse in questo caso l’opzione…

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