I termini di decadenza per le agevolazioni fiscali derivanti da piani particolareggiati

la crisi che ha investito il settore immobiliare ha rallentato o bloccato (anche per volontà degli enti locali) le fasi di sviluppo di tanti piani particolareggiati: ricordiamo che in tema di decadenza dalle agevolazioni fiscali per fatti sopravvenuti non trova applicazione l’obbligo di denunciare all’Ufficio entro venti giorni, il verificarsi di eventi che danno luogo ad ulteriore liquidazione d’imposta.

In tema di decadenza dalle agevolazioni per fatti sopravvenuti non trova applicazione l’obbligo di denunciare all’Ufficio entro venti giorni, il verificarsi di eventi che danno luogo ad ulteriore liquidazione d’imposta.

Anche in caso di mancata utilizzazione del bene inizialmente utilizzabile, il contribuente non ha dunque l’obbligo di denunciare i fatti causativi della sopravvenuta decadenza dai benefici e la decadenza triennale dell’azione accertativa non decorre dalla tempestiva presentazione di tale denuncia, o, addirittura, nell’ipotesi di omessa o tardiva presentazione, nel termine di cinque anni dalla data in cui la stessa sarebbe dovuta essere presentata, ma dal giorno in cui il proposito del contribuente sia rimasto ineseguito, o sia divenuto ineseguibile. Così la Corte di Cassazione con la sentenza n. n 14512 del 10.07.2015.

Nel caso di specie il giudice di secondo grado aveva accolto l’appello del contribuente ed aveva annullato l’avviso fondato sulla revoca dell’agevolazione, ex art. 33 L. n.388/2000 (per l’acquisto di immobili in aree soggette a piani particolareggiati), a causa della rivendita dell’immobile prima del decorso del quinquennio e senza che l’acquirente ne avesse fatto utilizzo a fini edificatori.

I giudici di legittimità evidenziano dunque che non trova applicazione in questi casi l’art. 19 del Dpr n. 131/86, che si riferisce ad ipotesi diverse, quali il caso di avveramento della condizione sospensiva e non già a perdita di benefici.

Vero è che l’indirizzo giurisprudenziale non è univoco.

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con la sentenza n. 98/17/11 del 22.09.2011, aveva per esempio accolto l’appello dell’Ufficio, affermando che “il beneficio di cui all’art. 33, comma 3, Legge 388/2000 si applica a condizione che l’utilizzazione edificatoria avvenga ad opera dello stesso soggetto acquirente entro cinque anni dall’acquisto”.

Il terreno in oggetto, quindi, sia in quel caso che ora nella vicenda all’attenzione della Corte, prima dello scadere del quinquennio, prima della prevista realizzazione edificatoria e comunque prima di aver costruito un edificio significativo dal punto di vista urbanistico, veniva ceduto ad altro soggetto, diverso da quello che aveva chiesto delle sopradette agevolazioni fiscali.

In effetti, a comprova della correttezza della decisione della Suprema Corte, vige il fatto che la norma di legge non richiede che l’utilizzazione edificatoria debba essere realizzata dal primo acquirente, potendo invece essere portata a termine anche da un successivo acquirente.

Se dunque la norma non contempla in alcun modo il soggetto che deve realizzare la condizione di utilizzazione edificatoria, allora la cessione del terreno entro il quinquiennio non costituisce di per sé causa di decadenza dal beneficio.

In altri termini, l’agevolazione prevista dall’articolo 33 ha carattere oggettivo, nel senso che a nulla rileva il soggetto che ha effettuato l’edificazione, sia esso l’acquirente iniziale o uno successivo.

Altra considerazione riguarda invece il caso di mancata utilizzazione edificatoria del terreno nel termine assegnato, cioè quando l’utilizzazione edificatoria non avvenga comunque nei cinque anni, a prescindere da se ad opera o meno di soggetto diverso rispetto all’acquirente iniziale.

La norma in esame (articolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388) dispone infatti chiaramente che “I trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, sono soggetti all’imposta di registro dell’1 per cento e alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, a condizione che l’utilizzazione edificatoria dell’area avvenga entro cinque anni dal trasferimento“.

Che l’utilizzazione edificatoria dell’area avvenga entro cinque anni dall’acquisto rappresenta dunque una condizione (risolutiva) di legge…

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