I termini di decadenza per le agevolazioni fiscali derivanti da piani particolareggiati

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 7 marzo 2016

la crisi che ha investito il settore immobiliare ha rallentato o bloccato (anche per volontà degli enti locali) le fasi di sviluppo di tanti piani particolareggiati: ricordiamo che in tema di decadenza dalle agevolazioni fiscali per fatti sopravvenuti non trova applicazione l'obbligo di denunciare all'Ufficio entro venti giorni, il verificarsi di eventi che danno luogo ad ulteriore liquidazione d'imposta.

In tema di decadenza dalle agevolazioni per fatti sopravvenuti non trova applicazione l'obbligo di denunciare all'Ufficio entro venti giorni, il verificarsi di eventi che danno luogo ad ulteriore liquidazione d'imposta.

Anche in caso di mancata utilizzazione del bene inizialmente utilizzabile, il contribuente non ha dunque l'obbligo di denunciare i fatti causativi della sopravvenuta decadenza dai benefici e la decadenza triennale dell'azione accertativa non decorre dalla tempestiva presentazione di tale denuncia, o, addirittura, nell'ipotesi di omessa o tardiva presentazione, nel termine di cinque anni dalla data in cui la stessa sarebbe dovuta essere presentata, ma dal giorno in cui il proposito del contribuente sia rimasto ineseguito, o sia divenuto ineseguibile. Così la Corte di Cassazione con la sentenza n. n 14512 del 10.07.2015.

Nel caso di specie il giudice di secondo grado aveva accolto l'appello del contribuente ed aveva annullato l'avviso fondato sulla revoca dell'agevolazione, ex art. 33 L. n.388/2000 (per l'acquisto di immobili in aree soggette a piani particolareggiati), a causa della rivendita dell'immobile prima del decorso del quinquennio e senza che l'acquirente ne avesse fatto utilizzo a fini edificatori.

I giudici di legittimità evidenziano dunque che non trova applicazione in questi casi l'art. 19 del Dpr n. 131/86, che si riferisce ad ipotesi diverse, quali il caso di avveramento della condizione sospensiva e non già a perdita di benefici.

Vero è che l’indirizzo giurisprudenziale non è univoco.

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con la sentenza n. 98/17/11 del 22.09.2011, aveva per esempio accolto l’appello dell’Uf