La richiesta di documentazione non preclude il ravvedimento operoso

di Marco Giorgetti

Pubblicato il 13 febbraio 2016

è possibile il ravvedimento operoso anche dopo l'inizio dei controlli purchè prima della notifica degli esiti: l’unico impedimento per il contribuente è la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute a titolo liquidazione e controllo formale della dichiarazione

adereddi

Come è noto, il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13, del D.Lgs. n. 472/97, è stato oggetto di sostanziali modifiche attraverso l’art. 1, comma 637, della legge 23 dicembre 2014 n. 190.

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Il nuovo art. 13 del D.Lgs. 472/1997

Testo aggiornato

1. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall'omissione o dall'errore;

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo