Le novità in tema di acquiescenza: le sanzioni possono essere ridotte a un terzo se…

di Roberto Pasquini Maurizio Falcioni

Pubblicato il 14 gennaio 2016

gli incentivi alla deflazione del contenzioso fiscale passano anche attraverso una revisione della norma che si occupa delle sanzioni applicabili in caso di omessa impugnazione, la cosiddetta acquiscenza del contribuente

Controlli antiriciclaggioIl D.Lgs. n. 159 del 24 settembre 2025 è intervenuto anche sull’art.15 del D.Lgs. n. 218/97, norma che si occupa delle sanzioni applicabili in caso di omessa impugnazione.

L’istituto e le novità

Le sanzioni irrogate per le violazioni indicate nell'art. 2, comma 5, del D.Lgs. n. 218/97 e negli artt. 71 e 72 del D.P.R.n.131/86, concernenti l'imposta di registro, e negli artt. 50 e 51 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con il D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, sono ridotte a un terzo se il contribuente rinuncia ad impugnare l'avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare, entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione.

In ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.

Trovano applicazione le disposizioni degli artt. 2, cc. 3, 4 e 5, u.p., e 8, cc. 2, 3 e 4.

Inoltre, l’art. 2, comma 3, lett. c, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, ha aggiunto il comma 2-bis, in forza del quale le disposizioni di cui sopra si applic