Il nuovo giudizio di ottemperanza, da utilizzare per il recupero delle somme in caso di vittoria in contenzioso

Novella normativa
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 (S.0. 55) il D. Lgs. 24/9/2015, n. 156, concernente il contenzioso fiscale e la riforma del diritto di interpello, come prescritto dall’art. 6, comma 6 della legge 23/2014 di delega al governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo e orientato alla crescita, che entra, in vigore dal prossimo 22 ottobre (15 giorni dopo la pubblicazione).
Il D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 apporta modifiche significative in materia di contenzioso tributario, intervenendo sulla formulazione degli articoli dei decreti legislativi n. 545 e n. 546 del 1992. Le novità del decreto troveranno applicazione a decorrere dall’1 gennaio 2016, ad eccezione delle previsioni relative all’esecutività delle sentenze, che si applicheranno dall’1 giugno 2016, nonché della previsione relativa al pagamento delle somme dovute fino a 20.000 euro in caso di giudizio di ottemperanza, che entra in vigore dalla data di pubblicazione in G.U. del decreto (7 ottobre 2015).
Il decreto legislativo n. 156/2015, con l’art. 9, lett. gg, estende, dall’1 giugno 2016, per effetto dell’articolo 12 dello stesso schema di decreto legislativo, l’immediata esecutorietà delle sentenze non definitive a tutte le parti in causa. Ciò mediante la integrale sostituzione l’art. 69 del D.Lgs. n. 546/1992 vigente, che elimina l’attuale rubrica della «Condanna dell’ufficio al rimborso», per rinominarsi in «Esecuzione delle sentenze di condanna in favore del contribuente», prevedendo espressamente che la sentenza di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente è immediatamente esecutiva.
L’esecutività immediata delle sentenze, in caso di vittoria da parte del contribuente, si traduce nella possibilità, ad esempio, di ottenere immediatamente il rimborso senza dover aspettare tutti i gradi del giudizio. L’Amministrazione finanziaria, che non provvederà spontaneamente al rimborso al contribuente, sarà assoggettabile alla innovativa possibilità di subire il giudizio di ottemperanza (art. 69, comma 5), ai sensi dell’art. 70, D.Lgs. n. 546/1992, che sarà quindi invocabile anche nei casi di sentenze non definitive.
Esclusività del rimedio del giudizio di ottemperanza
L’articolo 9, comma 1, lettera hh, del D.Lgs. n. 156/2015 apporta modifiche all’articolo 70 del D.Lgs. n. 546/1992 in materia di ottemperanza.
Il vigente comma 1 dell’articolo 70 prevede che, salvo quanto previsto dalle norme di procedura civile per l’esecuzione forzata della sentenza di condanna costituente titolo esecutivo, la parte che vi ha interesse, può richiedere l’ottemperanza agli obblighi derivanti dalla sentenza della commissione tributaria passata in giudicato mediante ricorso da depositare in doppio originale alla segreteria della commissione tributaria provinciale, qualora la sentenza passata in giudicato sia stata da essa pronunciata, e in ogni altro caso alla segreteria della commissione tributaria regionale.
Con le modifiche in esame è stato soppresso l’inciso che fa salvo quanto previsto dal codice di procedura civile per l’esecuzione forzata della sentenza di condanna costituente titolo esecutivo, in quanto, viene previsto in via esclusiva il rimedio del giudizio di ottemperanza. La previsione dell’instaurazione del giudizio di ottemperanza, per il recupero di quanto dovuto e non eseguito, prefigura una peculiare ed esclusiva tutela per i contribuenti; si può azionare tale procedura giudiziale anche per il recupero di somme richieste a rimborso.
Viene meno, la possibilità, attualmente disciplinata dall’art. 69 del D.Lgs. n. 546/1992, di dare corso all’esecuzione della sentenza, contenente la condanna dell’Amministrazione finanziaria o dell’ente impositore al pagamento di somme, secondo le forme del codice di rito, ossia mediante espropriazione forzata. Il giudice civile dell’esecuzione forzata non potrà sottomettere i beni del fisco …

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