Gli sgravi contributivi per le assunzioni 2016

La legge di stabilità (art. 1 commi 78, 179, 180 e 181, L. n. 208 del 28.12.2015), ha confermato anche per il 2016 l’applicazione dell’esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato originariamente introdotta con la Legge n. 190/2014. E’ tuttavia prevista una riduzione dell’incentivo, che verrà concesso solamente nel limite di un biennio dall’assunzione e per il 40% dei contributi a carico del datore di lavoro.
IL BENEFICIO CONTRIBUTIVO
Secondo quanto previsto al comma 178 della legge n. 208/2015, ai datori di lavoro privati non agricoli è riconosciuto l’esonero dal versamento dal 40% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro:

per un periodo massimo di ventiquattro mesi;
con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL;

nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.

Per i lavoratori agricoli, invece, viene stabilito che l’agevolazione si applica nel rispetto delle diverse condizioni individuate dal comma 179 dell’articolo 1 legge n. 208/2015. Per i lavoratori agricoli, invece, viene stabilito che l’agevolazione si applica nel rispetto delle diverse condizioni individuate dal comma 179 dell’articolo 1 legge n. 208/2015.
Il lavoratore assunto non deve risultare occupato a tempo indeterminato nel termine di sei mesi precedenti all’assunzione. La sussistenza di tale requisito va valutata a prescindere dalla circostanza che la tutela dei diritti assicurativi obbligatori fosse assicurata presso una gestione pensionistica italiana o estera.
Rimangono esclusi i soggetti assunti con contratti di apprendistato (che possono beneficiare di un’analoga agevolazione), con contratto di lavoro domestico, e con contratto di lavoro a chiamata. Al contrario, qualora il datore di lavoro abbia assunto un lavoratore intermittente ed intenda assumerlo con contratto di lavoro a tempo indeterminato, il precedente rapporto non precluderebbe l’applicazione dell’agevolazione.
Non sono soggette all’esonero contributivo triennale le seguenti forme di contribuzione:

il contributo per la garanzia sul finanziamento della QU.I.R., di cui all’art. 1, c. 29, della legge n. 190/2014;

il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, in relazione ai datori di lavoro che vi aderiscono, al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’art. 118 della legge n. 388/2000;

il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla legge n. 166/1991;

il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo, di cui all’art. 1, cc. 8 e 14, del d.lgs. n. 182/1997;

il contributo di solidarietà per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, cc. 3 e 4 del d.lgs. n. 166/1997.

Nello specifico, a fronte della rimodulazione dell’importo massimo, in ogni periodo di paga il limite da considerare è pari a 270,83 € (3.250/12). Gli importi eccedenti a tale soglia non potranno essere recuperati nel mese anche se non si è ancora raggiunto il limite annuo complessivo individuato dalla legge e che, quindi, tali contributi sono dovuti interamente. Pertanto, mensilmente il datore di lavoro è tenuto al calcolo della quota della contribuzione esonerabile, pari al 40% della contribuzione a carico dell’azienda, e al raffronto della stessa con la soglia massima fruibile.
Nell’attesa di eventuali chiarimenti da parte dell’INPS, possono ritenersi applicabili le modalità applicative già previste per l’esonero di cui alla Legge di Stabilità 2015 (legge n. 190/2014) con gli opportuni adeguamenti relativi alla misura ridotta degli importi per il 20161.
CASI PARTICOLARI
Contratto part time
Il Legislatore ha fissato per le assunzioni effettuate nel 2016 il limite massimo …

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