Credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel mezzogiorno ed esonero contributivo per le assunzioni

L’approvazione definitiva della legge di Stabilità 2016, avvenuta dopo un dibattito parlamentare durato circa due mesi, contiene tra le molte novità anche importanti disposizioni di natura fiscale; di rilievo è, sicuramente, la novità di un credito di imposta per il mezzogiorno contenuto nei commi da 98 a 110 dell’art. 1, della legge di Stabilità 2016 (nel testo approvato al Senato della Repubblica).
Durante la conversione in legge è stato, infatti, introdotto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno, dall’1 gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019.
Le regioni interessate dal provvedimento sono:
1) la Campania;
2) la Puglia;
3) la Basilicata
4) la Calabria
5) la Sicilia
6) il Molise
7) la Sardegna
8) l’Abruzzo
La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alle dimensioni aziendali:

20 per cento per le piccole imprese;

15 per cento per le medie imprese;

10 per cento per le grandi imprese.

Inoltre, viene prevista l’estensione, ai datori di lavoro privati operanti nelle suddette regioni, dell’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato dell’anno 2017.
Per le imprese agricole attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, ove acquistino beni strumentali nuovi, le agevolazioni in esame sono concesse nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.
Le microimprese, le piccole e medie imprese: definizione
La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (complessivamente definita PMI) è costituita da imprese che:
a) hanno meno di 250 occupati, e
b) hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Nell’ambito della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa quella che:
a) ha meno di 50 occupati, e
b) ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
Nell’ambito della categoria delle PMI, si definisce microimpresa quella che:
a) ha meno di 10 occupati, e
b) ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.
I due requisiti di cui alle lettere a) e b) sono cumulativi, nel senso che tutti e due devono sussistere.
Ai fini del D.M. 18 aprile 2005, recante il titolo “Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese”:
a) per fatturato, corrispondente alla voce A.1, del conto economico redatto secondo le vigenti norme del codice civile, s’intende l’importo netto del volume d’affari che comprende gli importi provenienti dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi rientranti nelle attività ordinarie della società, diminuiti degli sconti concessi sulle vendite nonché dell’imposta sul valore aggiunto e delle altre imposte direttamente connesse con il volume d’affari;
b) per totale di bilancio si intende il totale dell’attivo patrimoniale;
c) per occupati si intendono i dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell’impresa e legati all’impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria.
Per le nuove imprese:
a) il fatturato annuo ed il totale di bilancio sono quelli dell’ultimo esercizio contabile chiuso ed approvato precedentemente la data di sottoscrizione della domanda di agevolazione; per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilità ordinaria e/o dalla redazione del bilancio le predette informazioni sono desunte, per quanto riguarda il fatturato dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata e, per quanto riguarda l’attivo …

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