La sospensione legale della riscossione: le novità

di Luca Bianchi Roberto Pasquini

Pubblicato il 10 dicembre 2015

la richiesta di sospensione legale della cartella esattoriale è una forma di tutela spesso negletta dai contribuenti: una piccola guida ai casi in cui è possibile richiederla ed ai rischidi maggiori sanzioni in caso di richiesta immotivata

Come è noto, il comma 537, dell’articolo 1 della Legge 24 dicembre 2012 n.228, ha previsto che, a decorrere dalla data di entrata in vigore (1 gennaio 2013), gli enti e le società incaricate per la riscossione dei tributi, cioè i concessionari per la riscossione, “sono tenuti a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore, effettuata ai sensi del comma 538”.

Di fatto, a fronte di una semplice istanza del debitore, sulle partite espressamente previste, l’agente della riscossione è obbligato a sospendere immediatamente l’esecuzione della cartella.

Il comma 538 dell’articolo 1 della L. n.228/2012 disponeva che entro 90 giorni dalla notifica, da parte del concessionario per la riscossione, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario, il contribuente poteva presentare al concessionario per la riscossione una dichiarazione anche con modalità telematiche, con la quale venga documentato che gli atti emessi dall'ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l'avviso per i quali si procede, sono stati interessati:

a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

b) da un provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;

c) da una sospensione amministrativa comunque concessa dall'ente creditore;

d) da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell'ente creditore;

f) da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

Entro il termine di 10 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione citata, il successivo comma 539, dell’articolo 1 della richiamata L. n. 228/2012, dispone che il concessionario per la riscossione trasmetteva all'ente creditore la dichiarazione