La particolare deducibilità delle spese di sponsorizzazione a società sportive: cosa deve contenere il contratto tra le parti

La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, con la sentenza n. 775 del 02.07.2015, è tornata sulla questione della deducibilità delle spese di sponsorizzazione, affermando considerazioni che meritano di essere evidenziate.
La società che aveva dedotto le dette spese di sponsorizzazione a società sportive dilettantistiche, eccepiva l’illegittimità degli atti impositivi, evidenziando la violazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’art. 90, c. 8, della legge 289 del 2002, laddove detti contributi sono qualificati, per presunzione assoluta, come spese di pubblicità e come tali deducibili quali componenti reddituali negativi del reddito d’impresa, nonché violazione e falsa applicazione delle disposizioni di cui all’art. 109 del Tuir.
Nelle controdeduzioni l’Amministrazione sottolineava, tra l’altro, che, indipendentemente da quanto previsto dall’art. 90 della legge 289 in ordine alla deducibilità dei contributi versati alle associazioni sportive dilettantistiche, devono comunque sussistere sempre i requisiti previsti dall’art. l09 del TUIR (principio di inerenza, competenza, oggettiva determinabilità ).
I giudici di merito, dopo aver ricordato che l’art. 90 comma 8 della Legge n. 289 del 2002, all’epoca vigente, disponeva che “il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000,00 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell’articolo 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”, sottolineano che si tratta di una norma destinata esclusivamente a favorire soggetti aventi la finalità di promuovere la pratica sportiva tra la popolazione e contenente una presunzione assoluta, come del resto riconosciuto dalla stessa Agenzia con la risoluzione n. 57 /E del 23 giugno 2010, dove si afferma che le somme di cui trattasi costituiscono, in ogni caso, nel limite d’importo annuo complessivamente non superiore ai 200.000 euro, spese di pubblicità in capo al soggetto erogante, integralmente deducibili dal reddito d’impresa nell’esercizio in cui sono sostenute, ovvero in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi.

E la specifica attività del beneficiario, volta “alla promozione dell’immagine o dei prodotti” di cui parla le legge n. 289/02, secondo la CTP, non può che risolversi in cartelli esposti ai bordi delle strutture ove viene svolta l’attività sportiva, oppure in annunci attraverso altoparlanti in occasione delle varie manifestazioni, non essendo ipotizzabile che le associazioni sportive dilettantistiche, gestite per lo più grazie al lavoro volontario di coloro che ne fanno parte, o addirittura le istituzioni scolastiche possano fornire prestazioni pubblicitarie efficaci ed incisive alla stregua di quelle promosse da imprese specializzate.
Quindi, evidenziano i giudici, “non si può ricercare, a differenza della tesi sostenuta dall’Ufficio, una logica economica per cui dette spese debbano necessariamente comportare un ritorno in termini reddituali, oppure, come è dato leggere nella parte motiva dell’atto impositivo, pretendere modalità operative specifiche, quali una precisa indicazione nei contratti circa le modalità di determinazione delle somme corrisposte a titolo di sponsorizzazione nonostante il rilevante impegno economico…”, essendo pacifico che non può essere garantita, da parte di associazioni sportive dilettantistiche o di complessi scolastici una prestazione pubblicitaria di tipo …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it