Accertamento con adesione e controlli formali: la gestione delle perdite fiscali in sede di accertamento

L’art.25 del D.Lgs. n.158, del 24 settembre 2015, che da attuazione alla delega fiscale (Legge 11 marzo 2014, n. 23), modifica gli artt. 42 del D.P.R. n. 600/73 (accertamento), 7 del D.Lgs. n. 218/97 (accertamento con adesione), e 36-bis del D.P.R. n. 600/73 (liquidazione), per regolare, a partire dal prossimo 1 gennaio 2016, il procedimento di computo in diminuzione delle perdite in accertamento, per i periodi d’imposta per i quali, alla predetta data, sono ancora pendenti i termini di cui all’art.43, del D.P.R. n. 600/73.

L’intervento legislativo assicura, altresì, regole certe sul versante sanzionatorio.

Le modifiche introdotte

Come abbiamo anticipato il Legislatore delegato è intervenuto su tre aspetti essenziali: accertamento, adesione e liquidazione; ecco gli interventi in particolare.

  • All’art. 42, del D.P.R. n. 600/73, dopo il terzo comma, è aggiunto il quarto comma, secondo cui fatte salve le previsioni di cui all’art. 40-bis del D.P.R. n. 600/73, sono computate in diminuzione dei maggiori imponibili di cui al secondo comma le perdite relative al periodo d’imposta oggetto di accertamento, fino a concorrenza del loro importo. Dai maggiori imponibili che residuano dall’eventuale computo in diminuzione di cui al periodo precedente, il contribuente ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione le perdite pregresse non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, il contribuente deve presentare un’apposita istanza all’ufficio competente all’emissione dell’avviso di accertamento, entro il termine di proposizione del ricorso. In tale caso il termine per l’impugnazione dell’atto è sospeso per un periodo di 60 giorni. L’ufficio procede al ricalcolo dell’eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni correlate, e comunica l’esito al contribuente, entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza. Ai fini del presente comma per perdite pregresse devono intendersi quelle che erano utilizzabili alla data di chiusura del periodo d’imposta oggetto di accertamento ai sensi dell’art. 8 e dell’art. 84 del T.U. n. 917/86;

  • All’art. 7, del D.Lgs. n. 218/97, dopo il comma 1-bis, è aggiunto il comma 1-ter, secondo cui fatte salve le previsioni di cui all’art. 9-bis del D.Lgs. n. 218/97, il contribuente ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione dai maggiori imponibili le perdite di cui al comma 4 dell’articolo 42 del D.P.R. n. 600/73, non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo.

  • All’art. 36-bis, del D.P.R. n. 600/73, dopo il comma 3, è aggiunto il comma 3-bis, secondo cui a seguito dello scomputo delle perdite dai maggiori imponibili effettuato ai sensi del secondo periodo del comma 4 dell’articolo 42 del D.P.R. n. 600/73, del comma 3 dell’articolo 40-bis del D.P.R. n. 600/73, del comma 1-ter dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 218/97, del comma 2 dell’articolo 9-bis del D.Lgs. n. 218/97, l’amministrazione finanziaria provvede a ridurre l’importo delle perdite riportabili ai sensi degli artt. 8 e 84 del T.U. n. 917/86, nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. A seguito dello scomputo delle perdite dai maggiori imponibili effettuato ai sensi del primo periodo del comma 4 dell’articolo 42 sopra citato, l’amministrazione finanziaria provvede a ridurre l’importo delle perdite riportabili ai sensi degli artt. 8 e 84 del T.U. n. 917/86, nelle dichiarazioni dei redditi successive a quella oggetto di rettifica e, qualora emerga un maggiore imponibile, procede alla rettifica ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 42 del D.P.R. n. 600/73.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 158/2015, sono stabiliti i contenuti e le modalità di presentazione dell’istanza di cui ai precedenti commi, nonchè e attività demandate all’ufficio.

Le perdite utilizzabili

L’aspetto centrale delle nuove regole risiede nella differenziazione fra…

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