Accertamento con adesione e controlli formali: la gestione delle perdite fiscali in sede di accertamento

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 23 novembre 2015

dal prossimo 1' gennaio 2016, il procedimento di computo in diminuzione delle perdite in accertamento, per i periodi d’imposta soggetti a controllo e verifica subirà delle modificazioni importanti

L’art.25 del D.Lgs. n.158, del 24 settembre 2015, che da attuazione alla delega fiscale (Legge 11 marzo 2014, n. 23), modifica gli artt. 42 del D.P.R. n. 600/73 (accertamento), 7 del D.Lgs. n. 218/97 (accertamento con adesione), e 36-bis del D.P.R. n. 600/73 (liquidazione), per regolare, a partire dal prossimo 1 gennaio 2016, il procedimento di computo in diminuzione delle perdite in accertamento, per i periodi d’imposta per i quali, alla predetta data, sono ancora pendenti i termini di cui all’art.43, del D.P.R. n. 600/73.

L’intervento legislativo assicura, altresì, regole certe sul versante sanzionatorio.

Le modifiche introdotte

Come abbiamo anticipato il Legislatore delegato è intervenuto su tre aspetti essenziali: accertamento, adesione e liquidazione; ecco gli interventi in particolare.

  • All’art. 42, del D.P.R. n. 600/73, dopo il terzo comma, è aggiunto il quarto comma, secondo cui fatte salve le previsioni di cui all'art. 40-bis del D.P.R. n. 600/73, sono computate in diminuzione dei maggiori imponibili di cui al secondo comma le perdite relative al periodo d'imposta oggetto di accertamento, fino a concorrenza del loro importo. Dai maggiori imponibili che residuano dall'eventuale computo in diminuzione di cui al periodo precedente, il contribuente ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione le perdite pregresse non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, il contribuente deve presentare un'apposita istanza all'ufficio competente all'emissione dell'avviso di accertamento, entro il termine di proposizione del ricorso. In tale caso il termine per l'impugnazione dell'atto è sospeso per un periodo di 60 giorni. L'ufficio procede al ricalcolo dell'eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi