La legittimità della notifica in ambito tributario; consigli pratici, grafia illeggibile della firma, portiere e vicino di casa, documentata irreperibilità

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 22 ottobre 2015

un'analisi delle regole che normano la notifica degli atti in ambito tributario; l'articolo può essere molto utile per un contenzioso che verta su nullità o inesistenza delle notifiche ritenute valide dall'amministrazione, ma non dal contribuente: irreperibilità, servizio postale, grafia illeggibile della firma, notificazione nelle mani del portiere o del vicino di casa, documentate vane ricerche delle altre persone della famiglia abilitate a ricevere

La Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 12849 del 22 giugno 2015, ha accolto il ricorso di un contribuente, affermando che era errata la decisione della CTR, la quale aveva ritenuto valida la notifica sulla base della sola irreperibilità del destinatario, come attestata dal messo notificatore.

Secondo i giudici di legittimità, invece, era necessario richiamare i principi già affermati dalla Corte in precedenti pronunce (Sez. 5, Sentenza n. 14030 del 27/06/2011), secondo cui la disciplina di cui all'art. 60 del DPR 600/73, è applicabile solo quando il messo notificatore non reperisca il contribuente perchè risulta trasferito in luogo sconosciuto, accertamento questo, però, a cui il messo deve pervenire dopo aver effettuato ricerche nel Comune dov'è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare appunto che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo nell'ambito dello stesso Comune.

Lo stesso giorno, peraltro, la Suprema Corte ha anche emesso la sentenza n. 12846, con la quale, sempre in tema di notifica, richiama il principio affermato dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 9962 del 27 aprile 2010, secondo cui, nel caso di notifica a mezzo del servizio postale, ove l'atto sia consegnato all'indirizzo del destinatario, a persona che abbia sottoscritto l'avviso di ricevimento, con grafia illeggibile, nello spazio relativo alla "firma del destinatario o di persona delegata", e non risulti che il piego sia stato consegnato dall'agente postale a persona diversa dal destinatario tra quelle indicate dall'art. 7, c. 2, della legge n. 890 del 1982, la consegna deve ritenersi validamente effettuata a mani proprie del destinatario, fino a querela di falso, a nulla rilevando che nell'avviso non sia stata sbarrata la relativa casella e non sia altrimenti indicata la qualità del consegnatario, non essendo integrata alcuna delle ipotesi di nullità d