La gestione degli avvisi bonari: aspetti procedurali e modalità di pagamento

di Giovanna Greco

Pubblicato il 21 ottobre 2015

la gestione degli avvisi bonari derivanti dai controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi è una delle fasi di contenzioso che assorbono molta attenzione negli studi professionali: proponiamo un riassunto delle regole che presiedono all'attività di controllo da parte del Fisco

 

La gestione degli avvisi bonari o più semplicemente comunicazioni di irregolarità è, da sempre, alla ricerca di un punto di equilibrio tra tempi e costi in termini di ore di lavoro necessari per la loro risoluzione: in alcuni casi le somme recuperate sono addirittura inferiori ai costi di gestione. Quindi, è necessario ottimizzare la loro gestione, avendo ben chiari diritti, obblighi e procedure derivanti dalle disposizioni contenute negli articoli 36-bis del DPR 600/73 e 54- bis del DPR 633/72, in materia di controllo automatico, e nell'articolo 36-ter del DPR 600/73 in materia di controllo formale della dichiarazione.

Al termine del controllo delle dichiarazioni delle imposte sui Redditi, dell'Irap e dell'Iva, l'esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d'imposta per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali e la comunicazione all'AdE di eventuali dati ed elementi non considerati nella liquidazione, ma anche allo scopo di evitare la ripetizione di errori. L'art.36-ter, comma 3, del DPR 600/73, stabilisce che “il contribuente o il sostituto d'imposta è invitato a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione e ad eseguire o trasmettere ricevute di versamento e altri documenti non allegati alla dichiarazione o difformi dai dati forniti da terzi”. Il successivo comma 4 recita che, entro 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, l'esito del controllo formale sia comunicato al contribuente o al sostituto d'imposta con l'indicazione dei motivi che hanno dato luogo