La gestione degli avvisi bonari: aspetti procedurali e modalità di pagamento

 
La gestione degli avvisi bonari o più semplicemente comunicazioni di irregolarità è, da sempre, alla ricerca di un punto di equilibrio tra tempi e costi in termini di ore di lavoro necessari per la loro risoluzione: in alcuni casi le somme recuperate sono addirittura inferiori ai costi di gestione. Quindi, è necessario ottimizzare la loro gestione, avendo ben chiari diritti, obblighi e procedure derivanti dalle disposizioni contenute negli articoli 36-bis del DPR 600/73 e 54- bis del DPR 633/72, in materia di controllo automatico, e nell’articolo 36-ter del DPR 600/73 in materia di controllo formale della dichiarazione.
Al termine del controllo delle dichiarazioni delle imposte sui Redditi, dell’Irap e dell’Iva, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali e la comunicazione all’AdE di eventuali dati ed elementi non considerati nella liquidazione, ma anche allo scopo di evitare la ripetizione di errori. L’art.36-ter, comma 3, del DPR 600/73, stabilisce che “il contribuente o il sostituto d’imposta è invitato a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione e ad eseguire o trasmettere ricevute di versamento e altri documenti non allegati alla dichiarazione o difformi dai dati forniti da terzi”. Il successivo comma 4 recita che, entro 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, l’esito del controllo formale sia comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta con l’indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica dell’imponibile, per consentire la segnalazione di dati.
 
La circolare Agenzia delle Entrate n. 68 del 16.7.2001 precisa che la comunicazione deve essere spedita mediante raccomandata con avviso di ricevimento e deve contenere l’invito al pagamento del dovuto entro 30 giorni dal ricevimento della stessa, al fine di fruire del beneficio della riduzione ai due terzi della sanzione per omesso versamento di cui all’art.13 del D.Lgs. 471/97. Per l’assistenza sulle comunicazioni di irregolarità, sugli avvisi telematici e le cartelle di pagamento (artt. 36-bis del DPR 600/73 e 54-bis del DPR 633/72) e per la presentazione dei documenti per il controllo formale (art. 36-ter dpr 600/73), l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti e intermediari abilitati il servizio CIVIS. Inoltre, l’Agenzia ha ampliato un servizio di assistenza sulle comunicazioni di irregolarità per gli utenti dotati di Posta Elettronica Certificata che inviano le richieste di correzioni compilando il formato Pec disponibile per le varie dichiarazioni.
Sulle somme che, a seguito della liquidazione automatizzata, risultano dovute e non versate o versate in ritardo, si applica la sanzione per omesso versamento di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 471/97. Tale sanzione è ridotta ad un terzo, ai sensi del DLgs 462/97, se il contribuente provvede al pagamento entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione. Gli interessi sono calcolati dal giorno successivo a quello di scadenza del versamento fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello di elaborazione automatizzata della comunicazione.
 
Decorso inutilmente il termine di 30 giorni per il pagamento di quanto richiesto, l’Agenzia delle Entrate provvederà ad applicare la sanzione nella misura intera e gli interessi nei modi ordinari.
A tal proposito l’art.25 del DPR 602/73 prevede che la cartella di pagamento deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31.12:
– del terzo anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni, per le somme dovute a seguito di controllo automatico ex art. 36 bis del dpr 600/73 e 54 bis del dpr 633/72;
– del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme dovute a seguito di controllo formale ex art.36-ter del DPR 600/73.
Quindi, entro il 31.12.2015 …

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