Delega fiscale: le novità sui reati tributari (attenzione a quelle per i consulenti!)

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 19 ottobre 2015

presentiamo uno schematico riassunto delle variazioni sui reati tributari che fanno seguito all'approvazione del relativo decreto delegato: attenzione all'inasprimento delle sanzioni penali nei confronti dei consulenti

Il D.Lgs. n.158 del 24 settembre 2015, in G.U. n.233 del 7 ottobre 2015, in vigore dal 22 ottobre 2015, modifica il sistema sanzionatorio penale. Vediamo in sintesi, il nuovo quadro1 che ne è uscito fuori.

Art. 2, c. 1, del D.Lgs. n. 74/2000

Dichiarazione fraudolentamediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Con la soppressione della parola “annuali” si amplia il raggio d’azione del reato, che si estende ad una delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi ed all’Iva.

Non cambia la pena che resta da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Art. 3, del D.Lgs. n. 74/2000

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

Fuori dai casi previsti dal precedente art. 2, è punito con la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni, chiunque (e non più i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili), al fine di evadere le imposte sui redditi o l’IVA, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente2 ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti3 idonei ad ostacolare l'accertamento e ad indurre in errore l'amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:

a) l'imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a 30 mila euro;

b) l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al 5% dell'ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in ichiarazione, o comunque, è superiore a 1,5 milioni di euro (prima 1 milione di euro), ovvero qualora l'ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell'imposta, è superiore al 5% dell'ammontare dell'imposta medesima o comunque a 30 mila euro.

Ai fini dell'applicazione della norma, non costituiscono mezzi fraudolenti la mera violazione degli obblighi di fatturazione e di annotazione degli elementi attivi nelle scritture contabili o la sola indicazione nelle fatture o nelle annotazioni di elementi attivi inferiori a quelli reali.

Il fatto si considera commesso avvalendosi di documenti falsi quando tali documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie o sono detenuti a fini di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria.

Art. 4, del D.Lgs. n. 74/2000

Dichiarazione infedele

Fuori dei casi previsti dagli artt. 2 e 3, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiuntame