Sull'importanza della relata di notifica

1. Premessa
La notificazione rappresenta un momento delicatissimo del procedimento di imposizione tributaria, posto che è solamente al termine di questo adempimento che l’atto potrà produrre i propri effetti nella sfera giuridica del contribuente1.
Riducendo la nostra analisi al diritto sostanziale, la possibilità per il fisco di provvedere “direttamente” alla notificazione degli atti tributari (compresi gli avvisi di accertamento esecutivi) a mezzo della posta è contemplata chiaramente dall’articolo 14 della legge 20 novembre 1982, n. 890, così come novellato dall’articolo 20 della legge 8 maggio 1998, n. 146.
L’articolo 14 cit., rubricato “Avvisi ed atti che per legge devono essere notificati al contribuente”, dispone al primo comma, primo periodo2 che: “La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, nonché’, ove ciò risulti impossibile, a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge”.
Orbene, considerato quanto disposto dall’art. 3 della medesima legge (“L’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendo menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento”), si è sviluppato in questi anni un vivace dibattito giurisprudenziale in merito a quali fossero le conseguenze da riconoscere alla mancata apposizione della relata di notifica all’atto tributario spedito per posta.
2. La pronuncia n. 14245 del 2015
Con la sentenza in esame i giudici di legittimità, accogliendo il ricorso dell’Amministrazione finanziaria, hanno chiarito che (nel caso in cui la notifica dell’atto venga effettuata attraverso il servizio postale) la mancata apposizione sull’originale o sulla copia consegnata al destinatario della relazione prevista dall’art. 3 L. n. 890/192, non comporta l’inesistenza della notifica, ma una mera irregolarità, che – oltretutto – non può essere fatta valere dal destinatario, trattandosi di un adempimento che non è previsto nel suo stesso interesse3.
La Corte ha maturato tale convincimento al termine di una riflessione avente ad oggetto i ruoli assunti rispettivamente dall’agente notificatore e dall’agente postale.
E’ fuor di dubbio, infatti, che (nel caso di notifica a mezzo posta) la fase fondamentale del procedimento venga svolta dall’agente postale il quale provvede a consegnare materialmente il plico al contribuente, avendo cura, altresì, di compilare e far sottoscrivere (ove possibile) l’avviso di ricevimento. Questo adempimento è di vitale importanza ai fini della buona riuscita della procedura di notifica posto che, in caso di contestazione giudiziale, sarà proprio l’ostensione dell’avviso di ricevimento a documentare il perfezionamento della stessa.
Se questi, in estrema sintesi, sono i compiti assegnati all’agente postale, quale ruolo è stato affidato all’agente notificatore? Ed, in particolare, quale funzione ha in campo tributario la c.d. relata di notifica? Seguendo l’insegnamento4 dei Supremi giudici5 “con la relazione ex art. 3 c. 1 L. n. 890/1982, l’ufficiale giudiziario si limita ad attestare che “inserirà” l’atto da notificare in una busta che poi spedirà, chiusa, al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento da un ufficio postale che deve indicare in modo specifico. Quindi, quella relazione, proprio perché redatta prima dell’esecuzione dei vari adempimenti dell’ufficiale giudiziario, non potrà mai fornire la dimostrazione della loro sussistenza; ed in realtà, la prova dell’avvenuta presentazione del plico all’ufficio postale sarà data, esclusivamente, dalla …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it