Lavori di ristrutturazione in piccolissimi condominii: per la detrazione fiscale del 50% serve il codice fiscale

di Federico Gavioli

Pubblicato il 1 settembre 2015

affinché le spese di ristrutturazione del condominio possano essere dedotte dai singoli condomini è necessario che il condominio (anche piccolo: due o tre appartamenti) sia titolare di codice fiscale: nel caso in cui le spese siano state sostenute e il condominio non sia titolare di codice fiscale è necessario che entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativi al periodo di imposta in cui si chiede la detrazione sia presentata all’Agenzia delle Entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale del condominio

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 74/E, del 27 agosto 2015, ha chiarito che in caso di lavori di ristrutturazione su condomini minimi, quando i bonifici sono stati effettuati direttamente dai singoli proprietari, la detrazione per ristrutturazione (detrazione 50%) non si perde a condizione che venga richiesta l’attribuzione del codice fiscale “cumulativo”.

 

Il dubbio avanzato

Tramite un’istanza di interpello un contribuente rappresenta che, sulle parti comuni di un edificio, composto da tre appartamenti distintamente accatastati (di rispettiva proprietà esclusiva propria e dei suoi due fratelli), sono stati effettuati interventi edilizi nei mesi di giugno e luglio 2014, dopo avere richiesto le autorizzazioni previste al competente ufficio comunale.

I pagamenti relativi agli interventi sono stati effettuati, pro quota da ciascuno dei proprietari, mediante l’apposita procedura di bonifico bancario prevista per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione edilizia fiscalmente agevolati.

La domanda rivolta all’Agenzia delle Entrate tramite l’istanza di interpello è finalizzata a sapere , considerato che i lavori sono stati effettuati sulle parti comuni dell’edificio senza che fosse stato richiesto il codice fiscale del condominio, se c’era ugualmente la possibilità di poter fruire, per le spese sostenute, della detrazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

 

Le spese di ristrutturazioni: le ultime novità

La detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del DPR 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).

Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.

La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare; tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.

Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di Stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Dall'1 gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobil