Studi di settore: la reiterata non congruità dei ricavi non giustifica da sola accertamento del fisco

di Nicola Forte

Pubblicato il 23 luglio 2015

uno degli indizi più utilizzati dal Fisco quando accerta in base agli studi di settore è la reiterata non congruità dei ricavi nel tempo; anche contro tale indizio il contribuente ha possibilità di difesa, in quanto si tratta di un indizio che da solo non è sufficiente a motivare l'accertamento

Una delle indicazioni contenute negli inviti a comparire dell’Agenzia delle entrate per l’instaurazione del contraddittorio in caso di non congruità a seguito dell’applicazione degli studi di settore riguarda l’incongruenza dei ricavi reiterata nel tempo. Tuttavia, tale indicazione, la cui finalità è quella di integrare la motivazione di un possibile avviso di accertamento conseguente all’applicazione del software Ge.Ri.Co, non appare di per sé sufficiente a legittimare la pretesa impositiva dell’Amministrazione finanziaria.

 

Il problema trova la sua radice nella posizione della giurisprudenza, che si è formata nel corso degli anni, circa la natura di quelle presunzioni che avrebbero dovuto legittimare gli accertamenti fondati sugli studi di settore. Le sentenze della Corte di Cassazione, a sezioni unite, nn. 26635, 266