La ripartizione dei costi infragruppo e cost sharing agreements

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 3 luglio 2015

la deducibilità fiscale dei costi che la capogruppo ripartisce fra le controllate per le attività svolte a favore del gruppo è spesso contestata dal Fisco: gli ultimi principi giurisprudenziali in tema di inerenza e deducibilità di tali spese

 

La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 9361, depositata in data 08.05.2015, ha chiarito il trattamento fiscale dei cosiddetti cost sharing agreeements, inquadrabili fra i costi infragruppo che la controllante, al fine di coordinare le scelte operative delle aziende, formalmente autonome, facenti parte del gruppo, e/o ridurre i costi di gestione attraverso economie di scala, fornisca servizi e curi le attività nell’interesse del gruppo, ripartendone poi i costi tra le varie consociate.

In tal caso però l’onere della prova in ordine all’inerenza e alla deducibilità del costo per il corrispettivo riconosciuto alla capogruppo spetta alla controllata, la quale deve dimostrare non solo l’esistenza della prestazione, ma anche che dal servizio ne abbia ricavato un’effettiva utilità, oggettivamente determinabile e documentabile.

Spesso, società facenti parte di un medesimo gruppo regolano infatti la suddivisione delle spese per mezzo di scritture private, in base alle quali una delle società (o la stessa capogruppo) si impegna a eseguire una serie di servizi nei confronti delle altre.

 

Nel caso in cui però l'Amministrazione finanziaria chieda conto dei criteri e delle modalità di suddivisione di tali spese, il contribuente oggetto di controllo dovrà necessariamente produrre la relativa documentazione giustificativa, che ne provi certezza ed effettività, pena la indeducibilità del costo.
Del resto è chiaro che l'onere della prova sia in tali casi a carico del contribuente.

La fattispecie in esame rientra, come detto, nei cosiddetti rapporti di service infragruppo che, di solito, contemplano rapporti di assistenza amministrativa, fornitura di servizi, attività di marketing.

La dottrina ha individuato le seguenti due forme di accordi che possono regolare il service infragruppo:

  • service agreement: accordo sulla base del quale le società stabiliscono un corrispettivo specifico per la fruizione di un determinato servizio, senza la correlazione diretta dello stesso con i costi sostenuti dalla società fornitrice;

  • cost-sharing agreement: accordo basato su di una suddivisione diretta del costo sostenuto dalla società fornitrice fra tutte le società fruitrici.

I costi sostenuti da una società per la fruizione di un servizio infragruppo debbono