Lo scomputo delle ritenute d'acconto non certificate

 

I professionisti e le imprese che intendono scomputare dal Modello Unico, entro la prossima scadenza del 20 agosto (prevista per il versamento) le ritenute d’acconto subite anche se prive della relativa certificazione devono preoccuparsi di preparare la documentazione sostitutiva. Ciò al fine di dimostrare in sede di controllo formale della dichiarazione dei redditi il prelievo effettuato dal sostituto d’imposta. In questo caso se si intende evitare la contestazione del Fisco dovrà essere seguita la procedura indicata dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 68/E del 19 marzo 2009.

 Il problema affrontato dalla risoluzione citata non è affatto nuovo. Infatti è un’ipotesi frequente che il sostituto d’imposta, dopo aver operato e versato le ritenute d’acconto relative ai pagamenti effettuati nell’anno, ometta di rilasciare, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, la predetta certificazione di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 322/1998.

 

Prima degli ultimi chiarimenti forniti dal Fisco si è a lungo dubitato della possibilità di fornire all’erario la prova di aver subito le predette ritenute anche attraverso “strumenti” alternativi. I comportamenti assunti dai locali uffici dell’Agenzia delle entrate non sono stati, in passato, sempre uniformi. In alcuni casi la semplice esibizione della fattura è stata ritenuta idonea al fine di scomputare le ritenute. In altri casi gli uffici hanno preteso la dimostrazione che l’importo incassato fosse effettivamente al netto del prelievo tributario. Conseguentemente (in passato) la fattura non è stata considerata sufficiente se non veniva esibita anche una copia della contabile bancaria ovvero dell’assegno. Invece altri Uffici hanno negato tale possibilità in base ad un’interpretazione più rigorosa iscrivendo a ruolo le ritenute non certificate.

Gli stessi dubbi hanno riguardato la dottrina che ha affrontato il tema. In particolare la Commissione studi tributari del Consiglio Nazionale del Notariato (Studi nn. 39/2005/T e 192-2007/T) ha ritenuto ammissibile, in sede di controllo formale della dichiarazione, l’esibizione di mezzi di prova alternativi quali, ad esempio, le fatture (con l’indicazione della ritenuta), un estratto del libro cronologico degli incassi e dei pagamenti o altra documentazione specifica.

 

La risoluzione n. 68/E citata indica una specifica procedura per risolvere il problema delle ritenute non certificate ammettendone lo scomputo. Tuttavia pur rappresentando un primo passo in avanti la soluzione indicata dall’Agenzia risulta eccessivamente complicata e non pienamente in linea con le disposizioni vigenti.

La prima parte della risoluzione evidenzia, commentando l’art. 36 – ter del D.P.R. n. 600/1973, come l’espressione “certificazioni richieste ai contribuenti” debba essere riferita non solo alle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta. In pratica il legislatore avrebbe consentito anche l’utilizzo di certificazioni diverse. La risoluzione afferma che se il contribuente intende scomputare le ritenute non certificate deve fornire la prova della tassazione “tramite l’esibizione congiunta della fattura e della relativa documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto effettivamente percepito, al netto della ritenuta, così come risulta dalla predetta fattura”. Tuttavia, tale documentazione non è ancora sufficiente essendo necessaria, secondo l’interpretazione fornita dalla risoluzione in rassegna, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di cui all’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, in cui il contribuente dichiari, sotto la propria responsabilità, che la documentazione attestante il pagamento si riferisce ad una determinata fattura regolarmente contabilizzata. In alcuni casi la “ricostruzione” dei movimenti finanziari non sarà affatto agevole.

Ad esempio il professionista potrebbe aver effettuato, a fronte dell’avvenuto incasso, un unico versamento sul contro corrente…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it