Lo scomputo delle ritenute d’acconto non certificate

di Nicola Forte

Pubblicato il 21 luglio 2015

dal 2015, con l'introduzione della Certificazione Unica, come si deve procedere per poter scomputare un ritenuta non certificata dal sostituto d'imposta?

 

I professionisti e le imprese che intendono scomputare dal Modello Unico, entro la prossima scadenza del 20 agosto (prevista per il versamento) le ritenute d’acconto subite anche se prive della relativa certificazione devono preoccuparsi di preparare la documentazione sostitutiva. Ciò al fine di dimostrare in sede di controllo formale della dichiarazione dei redditi il prelievo effettuato dal sostituto d’imposta. In questo caso se si intende evitare la contestazione del Fisco dovrà essere seguita la procedura indicata dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 68/E del 19 marzo 2009.

 Il problema affrontato dalla risoluzione citata non è affatto nuovo. Infatti è un’ipotesi frequente che il sostituto d’imposta, dopo aver operato e versato le ritenute d’acconto relative ai pagamenti effettuati nell’anno, ometta di rilasciare, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, la predetta certificazione di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 322/1998.

 

Prima degli ultimi chiarimenti forniti dal Fisco si è a lungo dubitato della possibilità di fornire all’erario la prova di aver subito le predette ritenute anche attraverso “strumenti” alternativi. I comportamenti assunti dai locali uffici dell’Agenzia delle entrate non sono stati, in passato, sempre uniformi. In alcuni casi la semplice esibizione della fattura è stata ritenuta idonea