In arrivo la nuova direttiva UE antiriciclaggio: nuovi adempimenti, tempi duri per i TRUST, per gli emittenti di moneta elettronica, giochi d'azzardo e altre realtà...

l’emanazione della nuova direttiva UE in tema di antiriciclaggio comporterà anche in Italia nuovi adempimenti per gli operatori: tali nuovi adempimenti non colpiranno solo gli istituti bancari e gli operatori finanziari ma anche altri enti come i trust…

Come è ben noto, l’attuale impianto normativo nazionale volto alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo è basato sui principi contenuti nel D.Lgs. n. 231/2007, il quale a sua volta recepisce le disposizioni contenute nella c.d. III Direttiva, la Direttiva 2005/60/CEdel Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005.

Ciò premesso (attesa la necessità, avvertita a livello comunitario, di adeguare la legislazione all’attuale contesto economico-finanziario nonché alla mutevolezza e recrudescenza dei fenomeni in argomento) è stato avviato, da tempo, un condiviso processo di riforma che ha portato, il 20 maggio 2015, all’adozione della nuova IV Direttiva (n. 2015/849), pubblicata nella G.U.U.E. 5 giugno 2015, n. L 141).

 

Il provvedimento in esame, anche tenuto conto dell’opportunità di allineare il sistema dell’Unione Europea agli standard internazionali in materia di lotta contro il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, adottati dal GAFI nel febbraio 2012 (cfr. 40 raccomandazioni), ribadisce l’esigenza di:

  • inserire i «reati fiscali» connessi alle imposte dirette e indirette nell’ampia definizione di «attività criminosa». In tale contesto, pur non essendo perseguita l’armonizzazione delle definizioni di reati fiscali contemplate nella legislazione nazionale degli Stati membri, si richiede l’implementazione dello scambio di informazioni o la prestazione di assistenza tra le Unità di informazione finanziaria dell’Unione (Financial Intelligence Units – «FIU»);

  • estendere l’identificazione e la verifica dell’identità dei titolari effettivi ai soggetti giuridici che possiedono altri soggetti giuridici, consentendo altresì l’individuazione della persona o delle persone fisiche che, in ultima istanza, esercitano il controllo tramite la titolarità, o tramite altri mezzi, del soggetto giuridico cliente. Infatti, la necessità di informazioni accurate e aggiornate sul titolare effettivo è un elemento fondamentale per rintracciare criminali che potrebbero altrimenti occultare la propria identità dietro una struttura societaria;

  • provvedere affinché i prestatori di servizi del settore del gioco d’azzardo che presentano un profilo di rischio elevato diano applicazione alle misure di adeguata verifica della clientela per singole operazioni di importo pari o superiore a 2.000 EUR. Gli Stati membri, pertanto, dovrebbero garantire che i soggetti obbligati applichino la stessa soglia per quanto riguarda l’incasso delle vincite e delle poste pecuniarie, incluso l’acquisto o lo scambio di fiches da gioco, o di entrambe;

  • adottare un approccio olistico basato sul rischio. Tale approccio basato sul rischio non costituisce un’opzione indebitamente permissiva per gli Stati membri e per i soggetti obbligati: implica processi decisionali basati sull’evidenza fattuale, al fine di individuare in maniera più efficace i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo che gravano sull’Unione e su coloro che vi operano;

  • delegare alla Commissione il potere di adottare atti, conformemente all’articolo 290 TFUE, al fine di identificare le giurisdizioni dei paesi terzi che mostrano carenze strategiche nei loro regimi di Anti-Money Laundering/Combating the Financing of Terrorism – AML/CFT («paesi terzi ad alto rischio»). La natura mutevole delle minacce poste dal riciclaggio e dal finanziamento del terrorismo, agevolata dalla costante evoluzione della tecnologia e dei mezzi di cui i criminali dispongono, richiede che siano effettuati adattamenti rapidi e continui del quadro giuridico con riferimento ai paesi terzi ad alto rischio, allo scopo di affrontare efficacemente i rischi esistenti e impedire l’insorgenza di nuovi;

  • istituire Financial Intelligence Units indipendenti e autonome a livello operativo finalizzate alla raccolta e all’analisi delle informazioni…

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