Per l’accertamento da studi di settore non è necessario aspettare i 60 giorni previsti dallo Statuto del Contribuente

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 25 maggio 2015

in caso di accertamento da studi di settore, il Fisco può anticipare l'invio dell'avviso rispetto ai 60 giorni concessi per le memorie dallo Statuto del Contribente

Con l’ordinanza n. 6054 del 26 marzo 2015 (ud. 18 febbraio 2015) la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l’accertamento da studi di settore, emesso senza che siano trascorsi i 60 giorni previsti dallo Statuto del contribuente.


Il fatto

In esito ad un controllo dell'Agenzia delle entrate della dichiarazione dei redditi della società, da cui era emerso che l'ammontare dei ricavi dichiarati era sensibilmente diverso da quello derivante dall'applicazione degli studi di settore in relazione all'attività svolta dalla contribuente, e non andato a buon fine il contraddittorio volto alla definizione con adesione, l'ufficio ha accertato, ai fini IRES, Iva ed Irap maggiori ricavi, irrogando altresì le relative sanzioni.

La Commissione Tributaria provinciale ha respinto il ricorso proposto avverso l'avviso; la sentenza è stata confermata in secondo grado, rimarcando il regolare svolgimento del contraddittorio e l'inapplicabilità del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dall'art. 12 dello statuto dei diritti del contribuente.



L’ordinanza

Per la Corte è infondato l'unico motivo di ricorso, proposto ex art. 360 c.p.c., c. 1, n. 3, col quale la società lamenta la violazione dell'art. 12, c. 7, della L. n. 212/2000, atteso il principio di diritto affermato dalla Corte in fattispecie similare (Cass. 4 aprile 2014, n. 7960), secondo cui "in tema di accertamento standardizzato mediante parametri e studi di settore, non è applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, essendo già prevista, a pena di nullità, una fase necessaria di contraddittorio procedimentale, che garantisce pienamente la partecipazione e l'interlocuzione del contribuente prima dell'emissione dell'avviso".

Inoltre, “la sussistenza delle fase necessaria di contraddittorio procedimentale, nella fattispecie regolarmente espletata, rende inapplicabile la giurisprudenza più recente citata in memoria, evidenziando l'inconferenza in relazione al caso in esame degli argomenti sviluppati dall'ordinanza n