L’Organo di revisione e i limiti alle modalità di ricorso al tempo determinato

di Fabio Federici

Pubblicato il 28 maggio 2015

uno dei principali aspetti su cui è chiamato a vigilare l’Organo di revisione è il rispetto dei limiti imposti agli enti locali dalla normativa pubblicistica in tema di politiche del personale

Uno dei principali aspetti su cui è chiamato a vigilare l’Organo di revisione è il rispetto dei limiti imposti agli enti locali dalla normativa pubblicistica in tema di politiche del personale. Nello specifico affrontiamo la dibattuta questione dei limiti al ricorso a forme di lavoro a tempo determinato.

Per molti anni il ricorso al tempo determinato ha rappresentato una delle “scappatoie” più utilizzate dalle amministrazioni per sopperire alle contingenti necessità di organico a fronte dei rigidi limiti imposti sulle loro spese del personale. La scelta in favore di queste forme di lavoro flessibile ha tuttavia prestato il fianco all’adozione di comportamenti spesso opportunistici da parte delle amministrazioni tesi ad eludere (seppur in molti casi legittimamente) i vincoli alle facoltà assunzionali loro imposti, che in definitiva hanno spinto larghe fasce del pubblico impiego verso fenomeni di precarizzazione che invero difficilmente possono essere conciliate con i principi di eccezionalità e non ricorrenza che dovrebbe richiedere il ricorso a tali