Voluntary disclosure e raddoppio dei termini di accertamento, anche in presenza di violazioni penali, problematica che sarà risolta con un decreto delegato

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La L. 15 dicembre 2014, n.186 concede ai contribuenti di regolarizzare violazioni effettuate al 30.09.2014, mediante la presentazione di un’istanza ad hoc, entro il 30.09.2015.

Rientrano nel campo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria internazionale i redditi che servirono per costituire o acquistare gli investimenti e le attività finanziarie oggetto di emersione o derivanti dalla loro utilizzazione o dismissione nonché, in presenza di tali redditi, quelli derivati nazionali, non connessi cioè a tali attività estere.

Rientrano invece nella procedura di collaborazione volontaria nazionale i maggiori imponibili non connessi con gli investimenti e le attività illecitamente costituite o detenute all’estero, relative alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive, all’imposta regionale sulle attività produttive, ai contributi previdenziali, all’Iva e alle ritenute.

Fino a quale periodo di imposta avrà effetto la voluntary disclosure? Questa è la domanda più ricorrente tra i contribuenti interessati alla procedura di collaborazione.

In sostanza, il termine di riferimento è quello dell’ultimo anno accertabile.

Ma tale termine sarà raddoppiato sia in caso di capitali detenuti in Paesi black list non collaborativi, che in caso di violazioni che configurano una situazione penalmente rilevante.

 

La decadenza dei termini per l’accertamento è disciplinata dall’articolo 43 del D.P.R. n. 600/73, e dall’articolo 57 del D.P.R. n. 633/72, che dispongono che gli avvisi di accertamento devono essere notificati a pena di decadenza entro:

il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione;

o del quinto anno successivo, nel caso di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di una dichiarazione nulla.

Pertanto, dovranno essere ricomprese nella procedura tutte:

le infedeltà dichiarative commesse nei periodi d’imposta dal 2010 al 2013;

mentre in caso di omessa dichiarazione dovranno essere oggetto di emersione anche le violazioni della specie commesse a partire dal periodo d’imposta 2009.

Con riferimento ai maggiori imponibili IRAP trovano poi applicazione i termini previsti per le imposte sui redditi, posto che l’articolo 25 del D.Lgs. del 15 dicembre 1997, n. 446, rinvia, per l’accertamento, alla disciplina del D.P.R. n. 600/73.

Nell’ambito della collaborazione volontaria internazionale, con riguardo ai redditi connessi con gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati black list, l’articolo 12, comma 2-bis, del D.L. n. 78 del 2009, ha dunque previsto il raddoppio dei termini ordinari per l’accertamento dei maggiori imponibili attraverso l’applicazione della presunzione di cui al comma 2 del predetto articolo.

 

Sostanzialmente, quindi, saranno in questo caso interessati alla procedura di collaborazione internazionale i redditi connessi agli investimenti e alle attività finanziarie illecitamente detenuti in detti Paesi black list non dichiarati:

nei periodi d’imposta dal 2006 al 2013 nel caso in cui sia stata presentata la dichiarazione;

mentre nel caso di omessa dichiarazione dovranno essere oggetto della procedura i periodi d’imposta a decorrere dal 2004.

L’articolo 5-quater, comma 4, del D.L. elimina, tuttavia, il suddetto raddoppio dei termini di decadenza, prevedendo che, ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, non si applica il citato raddoppio dei termini di cui all’articolo 12, comma 2-bis, del D.L. n. 78 del 2009 qualora ricorrano congiuntamente le condizioni previste dall’articolo 5-quinquies, commi 4, primo periodo, lett. c), 5 e 7 del decreto legge.

Più precisamente, perché non operi il raddoppio dei termini di cui sopra devono verificarsi congiuntamente le seguenti condizioni:

  • il Paese black list presso il quale erano o sono detenuti gli investimenti e…

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