Spese per incrementi patrimoniali e presunzione di maggior reddito nel redditometro

Come è noto, l’accertamento sintetico è uno strumento presuntivo per la rettifica del reddito delle persone fisiche, previsto dall’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973.
Mediante tale metodo di accertamento la situazione reddituale può essere ricostruita valorizzando alcuni elementi di fatto, costituiti dalla disponibilità di determinati beni ritenuti in grado di comprovare una maggior capacità contributiva rispetto a quella dichiarata.
L’applicazione dello strumento è controbilanciata dalla possibilità per questi ultimi di fornire un’adeguata «prova contraria» in sede di contraddittorio amministrativo (ovvero di contenzioso tributario).
In particolare nel contesto del «nuovo» accertamento sintetico, applicabile con riferimento ai periodi di imposta 2009 e successivi, le spese per incrementi patrimoniali assumono rilevanza come indicatori di maggior reddito nei vari periodi di imposta in cui si assume verificato il presupposto reddituale, fatta salva per i contribuenti la possibilità di dimostrare che le disponibilità necessarie non sono soggette a imposizione, ovvero si sono formate in annualità non comprese tra quelle accertabili.

Le diverse versioni di accertamento sintetico
In presenza di determinate condizioni richieste dalla norma, l’ufficio fiscale può, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, rideterminare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente.
La ricostruzione induttiva del reddito può inoltre essere effettuata secondo le regole individuate da un decreto ad hoc contenente l’indicazione di «elementi indicativi di capacità contributiva», e in presenza di una situazione di «non congruità» rispetto a tali elementi per due o più periodi d’imposta (c.d. redditometro).
Oltre a essere uno strumento di accertamento, direttamente funzionale alla ricostruzione del reddito imponibile delle persone fisiche, lo strumento in esame si presta a essere utilizzato nella pianificazione e nell’esecuzione delle attività ispettive, in particolare se rivolte a contribuenti che non esercitano formalmente un’attività economica, o che comunque evidenziano indici di capacità contributiva superiori a quelli che si associano ai redditi dichiarati.
Gli uffici sono abilitati anche a ricostruire sinteticamente il reddito complessivo dei contribuenti in presenza di spese per incrementi patrimoniali «ingiustificate»; tali spese, salvo prova contraria:

nella versione «storica» dello strumento (ancora applicabile per i periodi di imposta fino al 2008), si presumevano sostenute, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui i cespiti sono stati acquistati e nei quattro anni precedenti;

nella versione innovata nel 2010 (applicabile per i periodi di imposta dal 2009 in poi), si presumono sostenute con redditi generati nel periodo di imposta in osservazione.

Esistono dunque tre tipologie di accertamento sintetico:

accertamento sintetico puro, fondato sulle spese del periodo di imposta;

accertamento sintetico fondato sulle spese per incrementi patrimoniali (nel contesto del nuovo accertamento sintetico, tale categoria non si differenzia più dalla prima);

accertamento sintetico «redditometrico», fondato su indicatori «precostituiti» di capacità contributiva, ai quali viene fatto corrispondere un reddito presunto.

L’accertamento sintetico può essere attivato solamente nei confronti delle persone fisiche e ai fini delle imposte sui redditi.
L’ufficio può ricorrere all’accertamento sintetico anche se il contribuente non ha risposto e non ha ottemperato agli inviti di esibire atti e documenti, compilare questionari o comparire di persona (art. 38 ultimo comma aggiunto ex art. 25, L. 18.2.1999, n. 28).

Le …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it