Piccola proprietà contadina: acquisto di terreno agricolo e acquisto di fabbricato strumentale ad uso ricovero attrezzi

di Federico Gavioli

Pubblicato il 18 aprile 2015

l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al regime di tassazione agevolata applicabile, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, nell’ipotesi di acquisto di terreno agricolo e di un fabbricato strumentale ad uso ricovero attrezzi di categoria catastale D/10

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 26/E del 6 marzo 2015, fornisce chiarimenti in merito al regime di tassazione applicabile, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, nell’ipotesi di acquisto di terreno agricolo e di un fabbricato strumentale ad uso ricovero attrezzi di categoria catastale D/10. Se rispettata la pertinenzialità, il trasferimento del fabbricato, che insiste sul terreno, beneficia delle stesse agevolazioni di cui gode il bene principale, ai fini delle imposte di registro (che si applicherà in misura fissa) e ipo-catastali (che saranno mantenute all’1%), a prescindere dalla sua strumentalità.

 

Il caso

La Direzione Provinciale ha chiesto chiarimenti in merito al regime di tassazione applicabile, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, nell’ipotesi di acquisto di terreno agricolo e di un fabbricato strumentale ad uso ricovero attrezzi di categoria catastale D/10. In particolare, la Direzione chiedeva di conoscere se anche per il trasferimento del fabbricato strumentale, per il quale sussistono i requisiti di ruralità ai sensi dell’articolo 2, del DPR 23 marzo 1998, n. 139 e successive modificazioni, trovi applicazione la disciplina agevolativa di cui all’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.

Il dubbio interpretativo sorge in quanto con la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 21 febbraio 2014 (esempio 14), è stato prospettato il caso di vendita di un fabbricato strumentale e di un terreno agricolo, a favore di un soggetto IAP, per il quale ricorrono le condizioni di cui all’articolo 2, comma 4-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009.

In tale ipotesi, si è ritenuta applicabile l’agevolazione prevista per i coltivatori diretti e IAP solo con riferimento al trasferimento del terreno agricolo, prevedendo, invece, l’aliquota dell’imposta di registro del 9 per cento, per il trasferimento dell’immobile strumentale.

 

La piccola proprietà contadina: cenni

Il D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, all’art. 2, comma 4-bis, successivamente modificato dalla L. 13 dicembre 2010, n. 220, denominata legge di Stabilità 2011, ha introdotto in maniera definitiva nel nostro ordinamento l’agevolazione in materia di imposta di registro e ipo-catastale, denominata “piccola proprietà contadina”, che trae la sua origine dalla L. 6 agosto 1954, n. 604, più volte prorogata nel corso degli anni.

L’agevolazione prevede che “gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base agli strumenti urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti alla relativa gestione previdenziale ed assistenziale, nonché le operazione fondiarie operate attraverso l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) sono soggetti alle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa ed all’imposta catastale nella misura dell’1 per cento”.

Sia l’Agenzia delle Entrate, sia il Consiglio Nazionale del Notariato hanno ribadito che l’agevolazione in esame è da ritenersi non una messa a regime dell’originaria legge del 1954, ma una nuova e propria disciplina in materia di imposta di registro, sui trasferimenti a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli.

La L. 604/1954 riconosce particolari agevolazioni in materia fiscale, costituite dall’applicazione delle imposte di registro ed ipotecaria in misura fissa , anziché proporzionale, e dalla esenzione dall’imposta di bollo, sugli atti inerenti la formazione e l’arrotondamento della “piccola proprietà contadina”. Precisamente, si tratta degli atti:

  • di compravendita;

  • di permuta, quando per ambedue i permutanti l’atto sia posto in essere esclusivamente per l’arrotondamento della piccola proprietà contadina;

  • di concessione di enfiteusi, di alienazione del diritto dell’enfiteuta e di affrancazione del fondo enfiteutico, nonché di alienazione del diritto ad usi collettivi inerenti alla piccola proprietà acquistata;

  • di affitto e compartecipazione a miglioria, con parziale cessione del fondo migliorato all’affittuari