Stabile organizzazione: sussistenza e condizioni, aspetti generali, imposte dirette ed IVA, i servizi dalla casa madre UE alla S.O. italiana, controversie, pregiudiziali

Aspetti generali

La nozione di stabile organizzazione (SO) è adottata dalla gran parte degli Stati quale presupposto per sottoporre a imposizione nel proprio territorio i redditi prodotti da soggetti non residenti.

Si tratta in sostanza di un centro di affari, cioè di una struttura che secondo determinati parametri di tipo formale e sostanziale viene considerata idonea a operare (acquistare, vendere, negoziare …) all’interno di un determinato Paese, ma che rimane un’«articolazione» di un soggetto ubicato in un Paese terzo.

L’OCSE ha codificato tale nozione, definendola in via generale nell’art. 5 del Modello di Convenzione, e prevedendo – all’art. 7 – che gli utili di un’impresa domiciliata in uno Stato contraente siano imponibili solamente in tale Stato, a meno che l’impresa non svolga la propria attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata (ipotesi nella quale gli utili dell’impresa divengono imponibili, se e in quanto attribuiti alla stabile organizzazione).

Questo schema è accolto con alcune peculiarità anche in campo IVA, al fine di imputare correttamente le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) compiute dagli stessi soggetti «esteri».

Secondo quanto viene affermato dalla Corte di Giustizia UE, nella sentenza 16.10.2014 in esito alla causa C-605/12, una prestazione di servizi generici da parte di un soggetto passivo residente in uno Stato UE deve ritenersi resa alla SO di un soggetto passivo residente in un altro Stato UE se la struttura (SO) è caratterizzata da sufficienti risorse umane e tecniche, che le consentano di ricevere le prestazioni di servizi e di utilizzarle ai fini della propria attività economica.

La Corte di Giustizia ha rinviato la causa al giudice del rinvio, ritenendo non determinante la circostanza, invocata dalla società polacca, che la particolare natura dell’attività svolta dalla società cipriota non necessitasse di risorse umane e materiali effettive in Polonia. Secondo la Corte, per rendere un servizio come quello oggetto della causa, sarebbero necessari quanto meno risorse umane e tecniche, quali attrezzature informatiche, server e programmi.

La SO nelle imposte sui redditi e nell’IVA

Come si è detto l’OCSE ha previsto la SO nell’art. 5 del Modello di Convenzione, le cui previsioni sono riprodotte nell’ordinamento interno italiano – ai fini delle imposte sui redditi – dall’art. 162 del TUIR.

La nozione di SO accolta ai fini dell’IVA si è costruita – sulla falsariga del «centro di attività stabile» codificato in sede OCSE – sulla base dell’art. 9, par. 1, della sesta direttiva 17.5.1977, 77/388/CEE, in gran parte attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia.

La nozione IVA si differenzia da quella valevole per le imposte sui redditi poiché essa presuppone, congiuntamente:

  • l’esistenza di un luogo fisso di affari a disposizione del soggetto non residente;

  • la presenza di mezzi sia umani che tecnici .

Al contrario, il concetto di stabile organizzazione assunto in ambito OCSE può benissimo fare a meno del requisito «umano».

Nella disciplina IVA comunitaria di riferimento la nozione di SO si lega originariamente alle disposizioni dell’art. 2 della sesta direttiva, e in seguito all’art. 44 della direttiva 2006/112/CE.

I servizi prestati dalla casa madre UE alla SO italiana

Con la sentenza 23.3.2006, in esito al procedimento C-210/04, la Corte di Giustizia UE ha stabilito che i servizi prestati dalla casa madre comunitaria nei confronti della propria stabile organizzazione residente in Italia non rilevano ai fini IVA, perché – nella sostanza – intercorrenti tra due «articolazioni» del medesimo soggetto.

La pronuncia della Corte di Giustizia è intervenuta in relazione a una domanda di pronuncia pregiudiziale relativa all’interpretazione degli artt. 2, n. 1, e 9, n. 1, della Sesta Direttiva del Consiglio 17.5.1977, 77/388/CEE. In particolare, la domanda era stata posta nell’ambito di una controversia…

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